Nichi Vendola

Il provvedimento doveva essere licenziato oggi, ma alla fine la Conferenza dei capigruppo alla Camera ha deciso che il voto finale sul ddl di riforma dell’università dovrà arrivare entro le 20 di martedì 30 novembre. Le opposizioni chiedono il ritiro del provvedimento, ma il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non ha voluto rilasciare dichiarazioni in merito e si è limitata a dire: “Vediamo come andrà martedì”.

In Aula, dopo che il governo è andato nuovamente sotto, il ministro aveva avvertito i deputati di Futuro e libertà sul loro voto favorevole a emendamenti della minoranza. “Finché sono emendamenti di scarso rilievo un voto contrario all’indirizzo del governo non ha rilievo” ha spiegato Gelmini, avvertendo però che voti contrari su punti essenziali la costringerebbero a ritirare il provvedimento.

Mentre nelle città universitarie studenti e ricercatori scendono in piazza e occupano gli atenei, la politica si divide sul ddl. E mentre Gelmini rivendica la sua lotta contro i baroni, che con le nuove norme potranno rimanere in carica soltanto per un mandato (sei anni), dal segretario generale della Flc-Cgil arriva l’accusa di rispondere agli interessi di alcuni baroni e privati amici del governo.

La Cgil ha annunciato che la manifestazione prevista a Roma per sabato 27 novembre avrà al centro il tema della mobilitazione contro il disegno di legge sull’università, nell’ottica dell’unificazione delle tante iniziativa di lotta presenti nel paese: dagli operai a rischio licenziamento agli immigrati che chiedono il permesso di soggiorno passando appunto per l’istruzione e la ricerca.

Intanto continuano le visite di solidarietà sui tetti degli atenei capitolini. Dopo Di Pietro e Bersani è stata la volta del leader di sinistra e libertà Nichi Vendola e del cantautore Antonello Venditti, saliti in cima alla facoltà di Architettura di Roma tre in segno di condivisione della protesta di ricercatori e studenti.