vote for pope elezione online papa

In occasione dell’elezione del nuovo Papa, torna l’esperimento dell’Università di Montréal già visto per le consultazioni elettorali del 2011 in Ontario e del 2012 in Francia, Islanda e Quebec. Il nome parla chiaro: Vote for Pope. La didascalia? “Vota per il tuo Papa preferito e scopri qual è  il candidato più popolare”.

Cosa prevede l’elezione del Papa nella realtà: i cardinali del conclave si riuniranno e ognuno di essi esprimerà la propria preferenza per un collega. Fumata bianca in caso uno di loro ottenga almeno i due terzi delle preferenze e grigia in caso nessuno ottenga la quota necessaria. Le operazioni di voto si ripeteranno fino al raggiungimento dell’esito positivo.

L’elezione online attraverso Vote for Pope prevede invece quattro modalità di voto. Voto alternativo (quello usato per le presidenziali in Irlanda), sistema a maggioranza relativa con turno unico (come per le presidenziali in Messico), a maggioranza relativa con doppio turno alla francese e voto ad approvazione, non impiegato in elezioni nazionali, ma una cui variante è stata utilizzata per l’elezione del papa tra il 1294 e il 1620. I candidati sono sei tra i cardinali “papabili”, i cui nomi sono stati i più citati dalla stampa, e chiunque voglia partecipare è invitato a esprimere online la propria preferenza in ognuna delle quattro modalità. Il tempo totale previsto per l’operazione è tra i cinque e i venti minuti.

Vote for Pope è un progetto di ricerca condotto da André Blais, Jean-François Laslier e Damien Bol, tre studiosi dei sistemi elettorali e dei comportamenti degli elettori dell’Università di Montréal, e infatti la partecipazione alle “fittizie votazioni del Papa” (così le definiscono) online permetterà loro di studiare gli effetti dei diversi sistemi elettorali sui risultati stessi di un’elezione, al fine di comprendere se le modalità di voto influenzino il voto stesso e se i sistemi si equivalgano tra loro o ce ne sia uno preferibile.

Oltre al sito (per l’Italia all’indirizzo it.voteforpope.net), notizie e aggiornamenti saranno anche su Facebook, Twitter, Google+ e Pinterest. Che dire, l’elezione papale più 2.0 di sempre.