Guida ai green college

L’esame ha riguardato 703 istituzioni universitarie tra Stati Uniti e Canada e meno di metà sono state promosse. La materia “di studio” era la sostenibilità ambientale e ad essere esaminati erano gli edifici e le iniziative “ecofriendly” dei vari college. Dopo un attento lavoro di analisi, la Princeton Review e l’Us Green Building Council hanno stilato la “Guida ai 311 green college“.

La valutazione è stata effettuata analizzando la risposta a dieci domande sulle attività accademiche in tema di ecologia e tutela dell’ambiente. Non saranno autorevoli come le università tecniche del Qs world ranking, ma sono ben 18 i college che hanno raggiunto il massimo dei voti, e dieci sono stati premiati per l’approccio innovativo nell’affrontare la tematica della sostenibilità nei campus universitari.

La guida, disponibile solo on line (Pdf), descrive le iniziative dei singoli college ed elenca le attività in merito ad alcune questioni-chiave. Sull’esito del “green rating” pesa una varietà di criteri, tra cui le politiche dei trasporti e delle costruzioni, il consumo energetico, il riciclaggio e la raccolta differenziata dei rifiuti, l’offerta formativa in materia ambientale, iniziative di studio sui gas a effetto serra sul cambiamento climatico.

Così si scopre che il 94 per cento dell’energia elettrica utilizzata dal Bates College di Lewiston, nel Maine, proviene da fonti rinnovabili, oppure che il 35 per cento del cibo servito ad Harvard è prodotto localmente, quindi il suo trasporto è poco inquinante.

Entro il primo maggio milioni si studenti dovranno scegliere il loro college e la qualità dell’offerta ambientale, assicurano alla Princeton Review, è uno dei criteri che vengono presi sempre più in considerazione, tanto che il 69% degli aspiranti iscritti – in base a un sondaggio della rivista si 8.200 giovani – subordina la sua decisione anche alle informazioni raccolte su questo fronte. Proprio a questo proposito, tanto per sottolineare il livello di attenzione a cui si è giunti, il College of The Atlantic di Bar Harbor, nel Maine, computa nel calcolo del suo debito di carbonio, da compensare finanziando iniziative di riforestazione e simili, anche i chilometri percorsi i potenziali studenti giunti in visita a prescindere dalla loro scelta.

Poi c’è la Elon University, nel North Carolina, dove studenti e genitori possono controllare in tempo reale i consumi ai acqua ed energia con un touch-screen, o il Warren Wilson College di Asheville, sempre nel North Carolina, dove fanno bella mostra di sé un dormitorio ecosostenibile, un agriturismo e centri per il riciclo. Insomma, la gara all’idea più verde per attrarre nuovi iscritti è iniziata.