universita' di genova e venezia premiano i professori migliori

Se il professore è gradito agli studenti, merita di essere premiato. Partendo da questo assunto, gli atenei di Genova e Venezia hanno deciso di premiare i docenti che hanno ricevuto i giudizi migliori nei questionari di valutazione compilati dagli iscritti. Aumenta così il ‘potere’ degli studenti, che iniziano ad avere un certo peso sui destini delle università italiane e anche dei professori che vi lavorano. Questo è uno dei frutti dell’introduzione dell’obbligo dell’autovalutazione a partire dallo scorso 30 Gennaio da parte dall’Anvur e le voci critiche non mancano.

Le università di Genova e Venezia premieranno i professori migliori in due modi differenti. Il rettore dell’ateneo genovese, Giacomo Deferrari, ha cercato di sfruttare le possibilità offerte dalla legge Gelmini, legando gli scatti di anzianità ai meriti. Così, d’ora in poi, un terzo dell’aumento della busta paga dei docenti dipenderà dalla loro produzione scientifica, un terzo dalle capacità organizzative e un terzo dalla didattica. E, proprio per quanto riguarda quest’ultimo elemento, i giudizi degli studenti sono fondamentali e determinanti.

Alla Ca’ Foscari di Venezia, invece, il prossimo 20 Ottobre, il rettore Carlo Carraro premierà, oltre ai tre studenti migliori di ciascun corso di laurea, anche i tre docenti più graditi ai propri iscritti. Per ciascuno di loro è previsto un assegno di 4mila euro, pari praticamente a una mensilità. Inoltre è previsto un quarto premio di 8mila euro per chi presenterà i migliori progetti riguardanti l’innovazione e la trasversalità della didattica, fondamentali per il rinnovamento dell’insegnamento. Per stabilire quali professori fossero meritevoli di ricevere il premio, sono stati considerati precisi parametri come la chiarezza delle spiegazioni, la capacità dei professori di stimolare l’attenzione dei propri allievi e la loro disponibilità.

Ma la valutazione non ha solo risvolti positivi. Mentre gli atenei di Genova e Venezia premiano i professori migliori, all’Università di Padova, in seguito ai giudizi negativi espressi dagli studenti nei questionari, due docenti a contratto sono stati licenziati. Le accuse? Si presentavano spesso in ritardo alle lezioni, sostenevano alcuni colloqui al bar ed erano difficilmente reperibili.

In realtà, molti docenti non gradiscono il potere che stanno sempre più assumendo gli studenti grazie ai questionari di valutazione: “Per fermare la valutazione dal basso – dichiara, ad esempio, un professore dello Statale di Milano – molti colleghi anziani invocano la privacy, vogliono difendere il loro diritto di poter fare una cattiva lezione”.