Laureati Ca' Foscari

In un Italia che certo non favorisce i giovani e in un settore pubblico ancor più “anziano” di quello privato l’Università Ca’ Foscari di Venezia abbassa di 11 anni l’età media del proprio corpo docente e di 5 anni quella del personale tecnico-amministrativo. L’ateneo veneto ha infatti reso noti i dati che dimostrano lo “svecchiamento” del personale, a partire dal corpo docenti: l’età media totale è di 51 anni, mentre quella dei professori assunti dall’università fra il 2010 e il 2011 (76 in totale fra ordinari, associati e ricercatori) è di 40 anni.

Numeri che assumono un valore ancora maggiore se confrontati con la media nazionale: secondo gli ultimi dati disponibili, quelli dell’undicesimo Rapporto sullo stato del sistema universitario del Miur, realizzato nel 2010, in Italia l’età media dei docenti di ruolo è di 51,6 anni.

L’Università di Venezia è sotto la media nazionale, dunque. Ma l’opera di “ringiovanimento” non si ferma ai docenti: anche il personale tecnico-amministrativo vanta un’età media degli assunti a tempo indeterminato dall’1 gennaio 2010 al 31 gennaio 2012 di 37 anni, contro una media totale di 46 anni e i dirigenti assunti a tempo indeterminato, nello stesso periodo, presentano un’età media di 45 anni rispetto alla media totale di 49 anni.

Il rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro ha dichiarato che, anche in un periodo di difficile situazione economica, le università devono fare uno sforzo per cogliere energie nuove, talenti cui dare l’opportunità di lavorare e fare ricerca. “Non è facile cambiare un trend dall’oggi al domani – conclude – ma senza dubbio l’abbassamento dell’età media di docenti e personale tecnico-amministrativo è un obiettivo forte del nostro ateneo che su questo fronte ha deciso di investire quanto più possibile”.

Ma questa è solo una delle molte iniziative che l’ateneo veneto sta mettendo in atto per rendersi sempre più al passo coi tempi. A gennaio, infatti, l’Università Ca’ Foscari aveva dato il via a una “rivoluzione digitale“: niente più libretti universitari e niente più tesi stampate e rilegate. Risparmia l’università ma anche gli studenti. E ne guadagna l’ambiente.