Statuto democratico all'Universita di Trieste

In oltre 900 si sono recati mercoledì 16 febbraio alle urne “accademiche” istituite all’Università di Trieste, dove il nuovo statuto previsto dalla legge Gelmini sarà redatto da una commissione interamente scelta “dal basso”. E mentre negli atenei della Penisola si moltiplicano le proteste sul mancato coinvolgimento di tutte le componenti universitarie, quello di Trieste rappresenta un caso unico di democrazia accademica, seguito in parte solo dall’Università di Palermo che ha designato per via elettorale una parte della commissione.

Caso unico in Italia, l’ateneo giuliano ha scelto invece l’elezione diretta e democratica per 13 membri su 15 della commissione, altri due saranno espressi dal consiglio degli studenti, il quindicesimo sarà il rettore, Francesco Peroni. Alta l’affluenza: è andato a votare il 68 per cento del corpo docente e del 51 per cento tra i dipendenti tecnico amministrativi, un dato superiore anche a quello registrato per le ultime elezioni del rettore. A dimostrazione di quanto la composizione della commissione statuto non sia percepita come un vezzo formale, ma rappresenti  una questione di merito che sta a cuore a docenti e dipendenti.

L’elettorato (sia attivo sia passivo) spettava in questo caso sia ai docenti che al personale amministrativo, escluso invece dalla consultazioni palermitane, ed è originale anche il fatto che le candidature non siano state espresse e votate per facoltà o per fascia di docenza: tutti hanno votato tutti, fatta salva la distinzione tra il personale docente e quello amministrativo (cui spettavano solo 2 rappresentanti). Il risultato della consultazione è stato già ratificato in via provvisoria da consiglio di amministrazione e Senato Accademico in seduta congiunta, in attesa di una ulteriore convocazione del Cda sulla questione.

Sul fronte del personale docente, anche a Trieste la Rete29Aprile, dopo l’elezione al Consiglio universitario nazionale (Cun) di 5 ricercatori su 7, registra un successo: Daniele Andreozzi, il più votato in assoluto tra i 13 candidati in lizza con 67 voti, è un ricercatore della Rete, quella che nei mesi scorsi scorsi ha portato centinaia di scienziati sui “tetti” in tutta Italia.