universita del texas sparita fiala virus letale

Galveston, Texas, Stati Uniti: da un laboratorio biomedico di un’università è sparita una fiala di un virus letale, il temibile guaranito, proveniente dal Venezuela. Non è la trama di un film o di un videogioco, ma quanto realmente accaduto negli scorsi giorni.

Quello di Galveston è uno dei laboratori USA di massima sicurezza, ovvero quelli nei quali si trovano esemplari di virus ebola, vaiolo e altri per i quali ancora non esiste vaccino. Per ora le autorità propendono a credere che causa della sparizione sia stato un errore umano piuttosto che un’azione criminale.

La divisione medica dell’Università del Texas ha emanato un comunicato in cui ha reso nota la mancanza di una fiala del virus letale dai frigoriferi, aggiungendo però che l’ipotesi più probabile è che per errore di un impiegato la fialetta si sia persa “durante le procedure di sterilizzazione” atte a distruggere in un inceneritore i materiali pericolosi.

Come il più noto ebola, il virus guaranito causa le temibili febbri emorragiche. I sintomi della malattia consistono in un rialzo notevole della temperatura, manifestazioni emorragiche a carico degli organi interni, carenza di globuli bianchi, convulsioni, vomito e diarrea. Trasmesso dai roditori, secondo le ricerche il virus letale non può sopravvivere nella popolazione faunistica dell’America del Nord. Tuttavia in Venezuela si sono avute alcune centinaia di casi anche tra gli esseri umani: trasmesso per contagio animale all’uomo, il guaranito infetterebbe poi attraverso il contatto con sangue e fluidi corporei, ma secondo i ricercatori la trasmissione uomo/uomo sarebbe un fatto estremamente raro, anche per i rapidissimi tempi di incubazione che lo caratterizzano.

Ma l’alta mortalità del guaranito – dal 10 al 20 per cento una volta contratto – ha in ogni caso messo in allerta l’Ufficio di biodifesa americano, il cui direttore Michael Kurilla ha spiegato: “Un virus è considerato molto molto pericoloso se si ha una possibilità su 5 di morire senza ricevere altre cure che non quelle di una normale profilassi in ospedale”. Guai quindi a sottovalutare l’episodio della sparizione della fiala dal laboratorio dell’Università del Texas.