Università telematica

Se in Italia, le università telematiche trovano difficoltà a svilupparsi, non è la stessa cosa se si guarda all’estero. Qui infatti le università virtuali prendono piede, a partire dagli Stati Uniti, naturalmente sempre primi in tutto.

È il caso del rinomato MIT, Massachusetts Institute of Technology, che già da qualche tempo ha cominciato ad offrire ai propri studenti dei corsi digitali. Vere e proprie lezioni, ma questa volta senza i fastidiosi problemi di aule sempre troppo piene o scomode. I video delle lezioni si scaricano direttamente da Internet.

 

Il fenomeno dei corsi digitali, partito dagli Stati Uniti dunque, si ritrova però in forte crescita anche in Europa, per esempio in Germania. Il VHB (Virtuelle Hochschule Bayern), è la scuola superiore virtuale di Baviera. Alcuni anni fa aveva 2.000 iscritti, oggi ne conta 50.000.

Oppure c’è l’Università di Friburgo, che utilizza per la fruizione delle lezioni la piattaforma iTunes, con la quale tutti gli studenti posso scaricare materiale audio e video.

Così da più parti, le università telematiche stanno riscontrando un grande successo, dovuto alla praticità, velocità e innovazione delle lezioni virtuali. Uno dei rischi però è di perdere il contatto con il docente e l’ambiente universitario. Tuttavia il dibattito su quale tra le due forme sia meglio rimane ancora aperto: università tradizionale o telematica? Di fatto ciascuna, a prescindere dal paese in cui si trova, ha i propri lati positivi e negativi.