Consigliera antimolestie alla Statale di Milano

La Statale di Milano istituisce la consigliera contro le molestie sessuali. Un servizio dedicato a studenti, docenti e a tutto il personale dell’ateneo volto a prevenire e reprimere gli atti di discriminazione, stalking o maltrattamento a sfondo sessuale. La figura è prevista dal codice antimolestie che l’università meneghina ha predisposto e ora, a seguito di un bando pubblico, l’incarico è stato affidato a Laura De Rui, avvocato penalista nota per il suo impegno nell’assistenza a minori e persone maltrattati e contro la violenza sessuale.

L’importanza di una figura del genere all’interno di un’università è confermata anche dai dati in possesso del Comitato pari opportunità dell’ateneo, e proprio durante la presentazione della consigliera dal pubblico è emersa una storia di molestie subita da una donna ad opera di un superiore che tre anni fa non ha trovato ascolto.

La neo-consigliera ha tenuto a sottolineare che il suo eventuale intervento sarà sempre subordinato al consenso della parte lesa e alle esigenze di riservatezza di questa. Il primo servizio offerto da questa nuova figura che d’ora in poi opererà tra le mura della Statale è l’ascolto: un numero di telefono attivo il lunedì e mercoledì dalle 8,45 alle 9,15, 348-3198985, e un indirizzo e-mail, consigliera.molestie@unimi.it, consentiranno a chiunque di raggiungere l’avvocato De Rui e di fissare un appuntamento in un luogo riservato. Inoltre saranno fissate delle date in cui il legale riceve per colloquio: il primo è previsto il 28 aprile nell’ufficio del Cpo all’ingresso principale di via Festa del Perdono 7.

Dal sostegno psicologico all’avvertimento verbale fino, quando se ne ravvedono gli estremi, alla denuncia penale, il ruolo della consigliera è quello di assistere le persone che raccontano le loro esperienze, ma anche quello di contribuire a diffondere all’interno dell’ateneo milanese la cultura del rispetto dell’altro, soprattutto con interventi finalizzati alla prevenzione delle molestie sessuali, partendo proprio dalla capacità di individuarle in maniera lucida e immediata.

Anche sguardi insistenti sul seno o strusciamenti – spiega l’avvocato De Rui – possono rappresentare molestie. A tal fine, dopo un seminario che a fine marzo ha coinvolto Gherardo Colombo, ex magistrato di Mani pulite, la consigliera antimolestie ha distribuito nell’ateneo un questionario che ha proprio l’obiettivo di fare il punto sulle conoscenze in materia all’interno della Statale.