Sciopero Flc Cgil

Mentre Cgil, Cisl e Uil tornano a scioperare in maniera unitaria contro la manovra del governo Monti con manifestazioni in tutta Italia, le sigle sindacali del settore della conoscenza – lavoratori di scuola, università, ricerca, Afam e formazione professionale – annunciano il loro sciopero per lunedì 19 dicembre. Per ragioni legate ai tempi di preavviso della mobilitazione, infatti, il settore non è riuscito a scioperare assieme alle altre categorie professionali aderenti ai sindacati di categoria.

L’astensione dal lavoro per tre ore proclamata oggi dai sindacati continuerà dunque lunedì prossimo con in prima fila il mondo universitario, dal quale arriva un grido d’allarme rivolto al governo Monti e in particolare al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo.

La Flc-Cgil chiede all’esecutivo di voltare pagina rispetto alla pesante eredità fatta di “tagli indiscriminati” lasciata dal precedente ministro Mariastella Gelmini e di inaugurare una stagione di investimenti sul mondo accademico e della ricerca. La prima richiesta della federazione dei lavoratori della conoscenza è quella di ripianare le cifre tagliate dal governo Berlusconi e pianificare per almeno tre anni l’assegnazione delle risorse alle università assicurando la certezza di tempi ed entità degli stanziamenti.

Anche su alcuni principi di fondo della legge 240 del 2010, la cosiddetta riforma Gelmini, il sindacato chiede una correzione di rotta: gli statuti, spiega ad esempio Flc-Cgil in una nota, vanno approvati senza ingerenze da parte del ministero, come invece sta avvenendo con una serie di “restituzioni al mittente” dei provvedimenti approvati dagli organi accademici.

Sul diritto allo studio la richiesta è quella di ristabilire subito le cifre necessarie a coprire l’assegnazione delle borse di studio a tutti gli aventi diritto e di non applicare il modello del prestito d’onore agli studenti da restituire con l’inserimento lavorativo. In un periodo di crisi come quello attuale, spiega il sindacato, gli stipendi dei primi anni di lavoro, quando si ha la fortuna di lavorare, sono molto bassi e in un sistema così fortemente precario si condannerebbero molti studenti neolaureati a vivere da indebitati.

A proposito di precariato, il sindacato lamenta anche il fenomeno dei dottorati senza borsa e in generale del rischio “scadimento” della ricerca italiana a causa dell’instabilità lavorativa della gran parte dei ricercatori. Per questo la federazione della conoscenza punta i riflettori anche sulle modalità di reclutamento di docenti e ricercatori, che ancora non consentono al sistema introdotto dalla legge Gelmini di partire, come avviene ad esempio nel caso dell’anagrafe delle ricerche di professori e ricercatori, istituita due anni fa ma ancora non realizzata.

Un’ultima annotazione è riservata all’Anvur, l’Agenzia di valutazione dell’università e della ricerca, e al Cun, il Consiglio universitario nazionale, organo di rappresentanza del mondo universitario. Per il sindacato guidato da Domenico Pantaleo l’Agenzia deve guadagnare una posizione di terzietà rispetto al ministero dell’Università, mentre con le gemini ministro è diventata un braccio operativo del dicastero; il Cun invece è stato ridimensionato nelle sue competenze e questo ha danneggiato la democraticità del sistema
rappresentanza del sistema universitario.

Ora, conclude la nota di Flc-Cgil motivando lo sciopero proclamato per il 19 dicembre, nel restituire la dovuta dignità all’organismo si dovrà salvaguardare l’elettività e la rappresentanza di tutte le figure professionali che operano all’interno delle università italiane.