università sassari

Riparte oggi la protesta on-line degli studenti dell’Università di Sassari con sede ad Alghero, che dalle settimane scorse avevano utilizzato uno dei più noti siti di e-commerce per mettere in vendita simbolicamente l’ateneo. “L’Università è diventata una merce – dicono riferendosi al ddl di riforma Gelmini – e allora la mettiamo all’asta”.

Un’asta su eBay, questa la soluzione di protesta trovata dagli studenti, che hanno fatto sapere “Se questa è la realtà, se questo vuole davvero l’Italia, se proprio siamo una merce, allora preferiamo venderci da soli prima che qualcun altro ci svenda”. In questi giorni di proteste nelle piazze, che preannunciano una diffusione e una solidarietà anche dall’estero contro la riforma e contro la legge di stabilità, si affianca così una protesta che si diffonde nella rete anche attraverso i social network.

L’iniziativa dell’Università di Sassari aveva preso il via la scorsa settimana, mettendo all’asta l’ateneo partendo da un minimo di 5 euro. In pochi giorni le offerte sono arrivate a circa 10 mila euro, una cifra simbolica che ha reso gli studenti “lusingati – dicono dall’assemblea in modo ironico – ma anche amareggiati dal fatto che per farsi sentire, se si è piccoli come noi, bisogna ricorrere alle provocazioni“.

Le proteste degli studenti di Sassari e di Alghero non si sono però limitate alla provocazione della vendita all’asta o ai sit-in “virtuali”: in questi giorni infatti insieme con i docenti, hanno sfilato per le vie della città per leggere e “gridare” gli articoli della Costituzione. Intanto l’asta è ripartita, stavolta però da una base di 0,99 centesimi.