Tar_Lecce

L’Università del Salento è riuscita ad affermare la legittimità e la validità legale del suo nuovo Statuto grazie alla sentenza del Tar che ha rigettato, anche se solo in parte, il ricorso dei sindacati intenzionati a invalidarlo.

La sentenza è destinata a fare storia, come risultato del primo procedimento legale in merito agli statuti universitari.

Questa tra i sindacati e l’ateneo salentino è in realtà una partita ancora aperta che ha visto nella sua prima fase un sostanziale pareggio: su alcuni punti infatti il tribunale si è espresso in favore dell’ateneo e su altri ha avallato le tesi del senatore Tiziano Margiotta della Uil e del consigliere di amministrazione Dino De Pascalis della Cgil.

Gli articoli dello Statuto contrastati dai sindacati e accolti dal tribunale sono l’articolo 57 – che permetteva al manager didattico di occupare uno dei due posti disponibili in senato accademico per il personale non docente dell’università – e l’articolo 60 che escludeva dallo stesso organo i rappresentanti di categorie imprenditoriali e sindacati.

In entrambi i casi dunque il tribunale ha concesso ai sindacati maggiore spazio decisionale nell’ambito del Cda: “È una vittoria su due piani che chiarisce il nostro ruolo in ateneo – spiega Margiotta – ma non finisce qui”; il loro legale, Adriano Tolomeo, ha infatti aggiunto: “Siamo già pronti a continuare la nostra battaglia per le censure ritenute infondate”.

Tolomeo si riferisce ad esempio alla doppia votazione dei componenti del Cda – procedura che il Tar, al contrario dei sindacati, ritiene corretta – e all’istituzione del manager didattico definito dal tribunale – contro le aspettative di Uil e Cgil – una spinta utile al miglioramento della formazione offerta dall’ateneo.

Nonostante le elezioni per i rappresentanti del personale tecnico amministrativo in senato accademico siano state rimandate, quello che conta per il rettore Domenico Laforgia è che lo statuto sia salvo. Soddisfatto del risultato il magnifico dell’Università del Salento ha dichiarato: “Il processo di trasformazione dell’ateneo, così come è stato programmato, può continuare la sua strada ormai definitivamente sgombra da dubbi di legittimità”.