universita' rapporto censis 2013

L’università italiana? Secondo il Censis è un sistema squilibrato a livello territoriale, con un persistente gap tra Nord e Sud, e in grande difficoltà quando si parla di collocarsi in un contesto di reti internazionali di ricerca. A evidenziare le maggiori criticità dei nostri atenei è un parte del capitolo dedicato ai processi formativi del “Rapporto sulla situazione sociale del Paese”, giunto nel 2013 alla sua 47esima edizione.

Secondo il rapporto Censis 2013 la nostra università mostra non poche criticità strutturali: quello italiano è un sistema “troppo provinciale, nonostante la presenza di atenei di tradizione e di eccellenze di nicchia”. E la connotazione degli atenei è prevalentemente “locale, talvolta municipale” proprio in anni in cui la ricerca acquista una dimensione di rete e internazionale, con conseguente scarsa capacità di entrare competitivamente in un contesto globale. Il Censis mostra una fotografia delle università italiane in forte difficoltà nel promuovere la mobilità in entrata tanto da parte degli studenti quanto da parte dei docenti, e nell’esercitare un potere attrattivo all’estero per far giungere capitali da investire in ricerca.

Le criticità che il rapporto Censis 2013 individua nel sistema universitario italiano sono d’altro canto le stesse segnalate dai rettori, sui quali l’istituto di ricerca ha condotto un’indagine da cui è emerso che al primo posto tra gli interventi che essi ritengono si debbano apportare per rendere più competitivi i nostri atenei vi sia il miglioramento della qualità di servizi e strutture di supporto alla didattica (73,8 per cento). A seguire, i rettori evidenziano l’urgenza di stringere collaborazioni internazionali nelle attività di ricerca (54,8 per cento), di inserire nell’offerta formativa percorsi di doppia laurea in convenzione con atenei stranieri (52,4 per cento), di promuovere ricerche di rilevanza scientifica (40,5 per cento) e di aumentare il numero di studenti che si laureano in corso (38,1 per cento).

Ad aggravare le difficoltà delle nostre università, il gap tra Nord e Sud Italia. Un divario che, secondo i dati del rapporto Censis 2013, si è allargato negli ultimi 10 anni, con un indice regionale di attrattività degli atenei meridionali calato drammaticamente, dal -20,7 per cento del 2002 al -28,3 per cento del 2012, con le Isole, che sono passate addirittura da -10,1 a -26,2 per cento.