Sindone

Il chimico Luigi Garlaschelli dell’Università di Pavia, grazie al suo lavoro di ricerca, si è reso protagonista di un fatto che suscita non poca curiosità anche a chi non è propriamente un “addetto ai lavori”. Il professore ha infatti presentato la sua ricerca che gli ha consentito di riprodurre, in laboratorio, una copia della Sindone.

La Sindone è un lenzuolo di lino su cui è impressa un’immagine, l’impronta frontale e dorsale di un uomo crocifisso, intorno al quale scienza e chiesa discutono sulla sua origine e autenticità.

Il chimico, già comunque attivo da circa 20 anni in attività di ricerca su argomenti “misteriosi”, ha voluto condurre un esperimento sull’immagine forse più discussa al mondo. Alla Sindone infatti, misteriosa per la scienza, sono state attribuite, nel corso della storia, diverse origini e cause e questa del chimico Garlaschelli dell’Università di Pavia sembra aggiungersi alla lista.

Di base si pensa che l’immagine della Sindone, non possa essere fatta da mano umana e non si riesce a spiegare da cosa è stata generata l’immagine.

Garlaschelli ha ottenuto l’immagine del corpo, sfregamento dell’ocra con un tampone su un telo appoggiato su una persona distesa. Per il volto invece ha utilizzato un bassorilievo e poi ha aggiunto a mano i segni della flagellatura e le striature di sangue che si vedono sulla Sindone. Per l’effetto invecchiamento del telo, è invece ricorso al forno per far staccare il pigmento.