all'universita' di pavia divieto di festeggiamenti di laurea

Si sa, la laurea è un momento di grande gioia, e quasi una liberazione dopo anni di studio. Ma dall’Università di Pavia arriva un appello alla moderazione e scatta il divieto di festeggiamenti in ateneo: banditi i cori e i brindisi eccessivi e rumorosi in università. Gli studenti saranno tenuti a impegnarsi per iscritto al rispetto di queste regole, consegnando un apposito modulo insieme alla documentazione di laurea.

Il divieto di festeggiamenti di laurea è stato varato dal Senato accademico dell’Università di Pavia su sollecitazione del rettore Fabio Rugge. La norma approvata prevede per ogni laureando, prima di discutere la tesi, la sottoscrizione di un impegno a comportarsi in maniera consona alla solennità della cerimonia e fare in modo che parenti e amici presenti facciano altrettanto. Stop, dunque, a “brindisi, travestimenti e cori all’interno degli spazi e dei cortili dell’ateneo” subito dopo la proclamazione.

I motivi del provvedimento? I comportamenti “inappropriati e talvolta pericolosi” di molti studenti, con addirittura – negli ultimi mesi – di lanci di bottiglie dal primo piano dell’università verso il cortile. Che avevano spinto rettore e Senato accademico dell’Università di Pavia verso l’idea di accompagnare il divieto di festeggiamenti con sanzioni pecuniarie in caso di danni o una cauzione per ogni laureando, estendendo a ciascuno la responsabilità anche per danni causati da amici o parenti. Il passo indietro, che ha portato alla decisione di far sottoscrivere solo un impegno formale, è arrivato attraverso il confronto con la Commissione permanente studenti.

A informare gli studenti dell’ateneo dell’entrata in vigore del divieto di festeggiamenti di laurea troppo ‘sopra le righe’, è arrivata una lettera. Nel testo ci si richiama al codice etico sui valori dell’Università di Pavia: “tra i doveri fondamentali indicati nelle regole di condotta c’è il rispetto reciproco e nei confronti delle disposizioni organizzative dell’ateneo”. La lettera esorta i laureandi a “mantenere un comportamento consono e invitare anche tutti coloro che verranno a sostenervi a fare altrettanto, evitando schiamazzi e cori”, avvertendo che dopo la cerimonia di proclamazione sarà vietato “qualsiasi tipo di festeggiamento all’interno degli spazi e dei cortili dell’ateneo”.

Un provvedimento eccessivo? Forse, ma di sicuro non isolato. Poco più di un anno fa, infatti, anche il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale de La Sapienza di Roma aveva indirizzato agli studenti una lettera analoga. Minacciando che, se non ci fosse stato un ritorno all’ordine, non sarebbero stati emessi i certificati di laurea.