Adriano Galliani

Nel giorno nero del calcio italiano, con 16 persone arrestate – tra cui ex calciatori molto noti – con l’accusa di aver truccato le partite per favorire un giro di scommesse truccate, Adriano Galliani parlava ai giovani del Master in organizzazioni dello sport. Intervenuto per la consegna dei diplomi del corso organizzato dall’Università di Parma, Galliani ha spronato i partecipanti a dare il loro contributo al rinnovamento del calcio italiano, al quale “occorrono forze fresche, giovani, preparate”.

”Speriamo che questa vicenda non incrini i sogni dei tifosi del calcio” ha spiegato il vice presidente vicario del Milan riferendosi agli arresti. Galliani ha spiegato di non aver avuto il tempo di approfondire i dettagli ma ha voluto ribadire che “certamente sono cose che fanno male”. Poi il paragone con la major cinematografiche: “Facciamo le stesse cose” ha detto Galliani riferendosi alla complessità della macchina organizzativa che serve a produrre film di successo.

Il direttore del master, Luigi Allegri, ha approfittato dell’occasione per lanciare un pressante invito allo sport italiano, perché accolga con minore diffidenza queste nuove professionalità uscendo dal conservatorismo che spesso lo contraddistingue. Da parte sua, Galliani si è detto certo che queste nuove figure di manager sportivi faranno “bene allo sport italiano”, ricordando come il suo Milan abbia fatto in passato da apripista nell’aprire le porte del calcio a figure esterne e citando la “massima” di Arrigo Sacchi secondo la quale “per essere un fantino non bisogna essere stati prima dei cavalli”.

Gli studenti del corso hanno colto al balzo l’occasione e non hanno lesinato le domande al dirigente rossonero, che ha anche ricevuto un premio per i suoi successi sportivi. Rispondendo ai ragazzi Galliani ha sottolineato come per essere competitivi in questo ambiente sia necessario disporre di ingenti risorse economiche. Qui il discorso si è soffermato sul tema degli stadi, che in Italia non sono progettati e gestiti in maniera da consentire incassi rilevanti.

Colpa dei “lacci e lacciuoli” che impediscono che si approvi una legge di regolamentazione della costruzione di nuovi impianti. Questi ultimi, infatti, all’estero portano nelle casse di un club il 25-30 per cento dei ricavi, mentre nel caso del Milan ci si ferma al 13. Proprio il club rossonero, spiega Adriano Galliani, “fattura la metà del Barcellona e del Real Madrid”, aggiungendo che i risultati ottenuti dalle squadre di calcio sono ormai direttamente proporzionali ai ricavi.

E solo con fatturati di un certo livello le squadre possono puntare più nettamente sui giovani, con investimenti veri e non cedendo talenti per raggranellare denaro. Il caso citato nel corso del dialogo con uno dei corsisti è quello del Barcellona, con il quale a giudizio di Galliani Se “continuerà a fatturare così, è difficile competere”.