Giusi, la prima laureata affetta da sindrome di Down

Giusi Spagnolo ha 26 anni e si è laureata lunedì scorso con 105 su 110 in Beni demoetnoantropologici alla facoltà di Lettere dell’Università di Palermo. Una storia come tante, detta così, ma con quella corona d’alloro intorno al collo Giusi ha tagliato un traguardo più importante, per lei e per tutti le ragazze che come lei sono affette da sindrome di Down. È lei infatti la prima donna down in Italia a farsi chiamare “dottoressa”.

Papà docente di fisica all’Università, mamma assistente sociale nelle carceri, una sorella persa qualche anno fa (a cui dedica la tesi) e due fratelli che non l’hanno mai lasciata sola. Tutto nella storia di Giusi e della sua famiglia parla di coraggio e tenacia, quella che serve per superare gli stereotipi, le paure, lo scetticismo dell’insegnante al primo esame. “C’è dietro un lavoro di 26 anni – dice il padre, Bernardo Spagnolo – Un lavoro che è cominciato in famiglia ed è proseguito a scuola”.

Un lavoro di squadra che ha aiutato Giusi ad uscire dalle barriere preconfezionate. E lei, che oltre a studiare ha lavorato come tutor in una scuola elementare, se ne esce addirittura con una tesi sperimentale sul ruolo del gioco nell’apprendimento, creando con l’aiuto della dottoressa Romina Mancuso e dello zio un supporto didattico multimediale per i bambini. È con loro che vorrebbe lavorare, per sentirsi chiamare ancora “maestra”, appellativo che sembra preferire anche a quello di “dottoressa”.

Due i precendenti al “maschile” in Europa: lo spagnolo Pablo Pineda e in Italia Andrea Brambilla, laureato in storia alla Statate di Milano nel 2005. Ora ecco la prima laurea al femminile, un traguardo che solo per caso Giusi ha tagliato proprio il 21 marzo, Giornata mondiale della sindrome di down. Per questo, se vogliamo, è ancora più significativo, come spiega il papà: “Giusi è riuscita a dimostrare che le persone con sindrome di Down possono accedere ad alti standard di studio. Lei è la prima donna in Italia. Speriamo non sia l’ultima“.