Norman Zarcone

All’Università di Palermo, si è tenuto ieri un concerto in memoria di Norman Zarcone, studente suicidatosi il 13 settembre del 2010 quando aveva 27 anni. La data scelta non è casuale: si tratta infatti del compleanno di Zarcone. L’evento organizzato nello spazio “Generazione Norman” all’interno della cittadella universitaria di Palermo, ha visto esibirsi sul palo i “Malatempora”, la sua band composta da tutti i suoi amici musicisti, che hanno scelto il giorno in cui Norman avrebbe compiuto 29 anni per lanciare il nuovo cd, intitolato “eNneZeta”. L’album richiama chiaramente le iniziali del suo nome e all’amico scomparso è dedicato.

Norman Zarcone era un dottorando in filosofia del linguaggio, laureatosi con 110 e lode in Filosofia della conoscenza e della comunicazione, a cui mancava l’ultimo esame per terminare il proprio percorso di studi. Ma le incerte prospettive sul futuro che non smettevano di tormentarlo, l’impossibilità di intraprendere la carriera universitaria nel suo ateneo, lo hanno condotto in uno stato di depressione sfociato nel volo dal settimo piano della facoltà di Lettere che gli ha tolto la vita.

Questo evento testimonia l’affetto che circonda ancora il ragazzo che ha deciso di mettere tragicamente fine alla propria vita: dopo alcune incomprensioni con l’ateneo siciliano, che aveva deciso di rimuovere la targa a lui intitolata, ora l’ateneo ospita uno spazio dedicato a Norman. Nel corso del concerto il gruppo ha suonato anche un brano che dà il titolo all’intero cd, presentato dai Malatempora anche alla finale di “Sanremo Rock 2011”, e dove si parafrasa anche il celebre epitaffio di Immanuel Kant: “Il cielo stellato sopra di te e la legge morale dentro di te”.

Già nel primo anniversario della sua scomparsaerano stati organizzati alcuni appuntamenti da amici e familiari per tenere vivo il ricordo di Norman. Rimane comunque profonda amarezza per la decisione di un ragazzo brillante di scegliere la via del suicidio. Scelta che come lui anche altri giovani studenti hanno compiuto, angosciati da un futuro nebuloso in una società che offre loro scarse possibilità e prospettive.