Harvard university

La fama le precede, e questo contribuisce a rafforzare le loro qualità. Nomi come Harvard, Cambridge, Berkeley, Stanford e Oxford sono ormai un marchio così blasonato che non c’è bisogno di aggiungere che si tratta di università. Un vero e proprio “brand” il cui valore è confermato dalla classifica delle 100 università più stimate al mondo, stilata dal Times Higher Education. Nemmeno le briciole per l’Italia: nessuna università del Belpaese compare infatti nel ranking della “reputazione”.

La classifica è frutto di una indagine condotta attraverso un sondaggio su invito, somministrato in 8 lingue a più di 13.000 persone che lavorano nel settore accademico in 131 paesi del mondo. Agli intervistati, tutti universitari di lunga esperienza, è stato chiesto di indicare quelle che secondo loro sono le più forti università per la didattica e la ricerca nei loro settori disciplinari.

A fare la parte del leone è il mondo anglosassone, con i grandi college statunitensi a popolare la top ten: 7 tra le prime 10 università più prestigiose sono americane, e in vetta naturalmente troviamo Harvard. Medaglia d’argento per il Massachusetts Institute of Technology, il prestigioso Mit, mentre sul gradino più basso del podio troviamo l’ateneo di Cambridge, avamposto del Vecchio continente, insieme all’altra immancabile eccellenza inglese, Oxford, sesta classificata. Nella top ten anche l’Università di Tokyo, dove la violenta scossa di terremoto ha fatto sentire i suoi effetti, che guida l’avanzata delle università asiatiche.

A completare la cima della classifica anche l’Università of California di Berkeley, quelle di Stanford, Princeton e Yale e il California Institute of Technology, tutte americane. Per uscire dal predominio di Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone bisogna scorrere la classifica fino alle 17esima posizione, conquistata dal Canada con l’Università di Toronto. Mentre guardando all’Europa continentale l’ateneo più considerato è il Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo.

Oltre all’ordine “di arrivo”, salta agli occhi la concentrazione delle preferenze nella parte alta della classifica. Ognuna delle persone intervistate nel sondaggio poteva esprimere infatti un massimo di 10 preferenze. Ad ogni università è stato assegnato un punteggio in base al numero delle volte in cui è stata citata. Mentre le prime 6 università incassano consensi che oscillano tra il 100 per cento di Harvard e il 68,6 di Oxford, il punteggio crolla al 36 per cento per la settimana in classifica. Un dato, questo, che conferma il dominio indiscusso dei “superbrand” più noti e apprezzati al mondo.