da universita di milano lotta a false dichiarazioni studenti

Sono molti gli studenti delle università di tutta Italia che presentano false dichiarazioni per pagare meno tasse. Gli escamotage vanno dagli immobili non dichiarati alle residenze fittizie coi nonni, per abbassare l’ISEEU del nucleo familiare e godere dei benefici riservati ai meno abbienti. Ma gli atenei reagiscono e a Milano Politecnico, Bicocca e Statale collaborano con gli enti pubblici per smascherare i ‘furbetti’ e reinvestire i fondi in interventi a favore del merito.

Ammontano a 1 milione e 300mila euro le somme recuperate in un anno dal Politecnico di Milano – racconta il direttore generale Graziano Dragoni – grazie a controlli incrociati con l’Inps quando arrivano negli uffici contabilità autocertificazioni ‘sospette’. Chi viene scoperto riceve una segnalazione preventiva, nella quale si annuncia che deve mettersi subito in regola per non incorrere in gravi sanzioni. “In questo modo scoraggiamo fin da subito le dichiarazioni false tramite un’azione di persuasione”, continua Dragoni.

Alla Bicocca, invece, i controlli per stanare gli studenti che presentano dichiarazioni false sono iniziati nel 2012. E, guarda caso, in appena un anno dal loro ingresso sulla scena si è registrato un crollo del 90 per cento nel numero degli esonerati dal pagamento della seconda rata delle tasse universitarie a causa del reddito familiare troppo basso. Dalle 5mila matricole beneficiarie della facilitazione al momento dell’entrata in vigore dei controlli, si è passati a soltanto 500 esenti nel giro di 12 mesi.

Alla Statale di Milano le cifre fanno meno effetto: ‘soltanto’ 35mila euro vengono recuperati ogni anno grazie alle verifiche sulle autodichiarazioni, effettuate con la collaborazione di Agenzia delle Entrate e anagrafe comunale. Se i controlli, allo stato attuale, riguardano le domande di esoneri totali dal pagamento delle tasse e quelle per le borse di studio Cidis, in via Festa del Perdono stanno studiando nuove misure già per il prossimo anno. Gli studenti ‘furbetti’ sono avvisati.

In tempo di tagli, i soldi recuperati smascherando le false dichiarazioni degli studenti sono una boccata d’ossigeno per le università, che possono reinvestirli in molti modi. C’è chi decide di destinarli alla copertura delle borse di studio per gli studenti idonei non beneficiari, come il Politecnico, oppure chi li usa per concedere premi in denaro agli studenti più meritevoli, come prevede una nuova iniziativa della Bicocca. Insomma: i fondi recuperati finiscono dove ce n’è davvero bisogno.