Università di Miami

“Voglio stare tra gli uomini”, ma glielo vietano. È quanto accaduto a un studente transessuale dell’Università di Miami, Ohio, costretto a non poter frequentare i dormitori maschili in quanto ritenuto ancora una donna. Kaeden Kass, questo il nome del protagonista della storia, ha adesso iniziato una battaglia contro l’ateneo, accusandolo di aver violato le regole contro le discriminazioni dell’istituto.

Nata donna, Kaeten, aspirante musicista, ha adesso deciso di vivere da uomo. “Il problema è – ha dichiarato lo studente ad una Tv americana – che mi identifico in una persona maschile e non appena sono in uno spazio esclusivamente femminile, la mia identità viene cancellata”. Una realtà da accettare e con cui convivere, anche se, come ha sottolineato lo stesso Kass, “non coincide con l’identità dichiarata nel mio certificato di nascita”.

Contrario alla proposta di stare nei dormitori femminili, Kass non ha accettato nemmeno l’idea di occupare gli alloggi adibiti apposta ai transgender, attualmente occupati da tre studenti. Secondo il giovane, infatti, questo luogo “neutro” non rappresenta né una giustificazione né una soluzione al comportamento scorretto dell’università.

Ma l’idea della “terza categoria” di alloggi (e bagni) è comune a una dozzina di college in tutto il Paese: si tratta di aree pensate per i “genderqueer“, coloro che, in altre parole, non si identificano né nel sesso femminile né in quello maschile. L’Università di Miami, ad ogni modo, si è rifiutata di commentare il caso in questione, rimarcando l’importanza della legge sulla privacy per gli studenti. Un portavoce ha solo ricordato l’iniziativa degli alloggi dedicati ai trans, cercando di mettere fine a rumors e polemiche.

Un tema delicato quello delle differenze di genere, spesso ancora difficile da affrontare, soprattutto pubblicamente. Per una maggiore sensibilizzazione, l’anno scorso, l’Università La Sapienza di Roma e il dipartimento di Ricerche filosofiche dell’Università di Tor Vergata avevano organizzato uncorsoincentrato sull’educazione alle differenze affettive e sessuali: un’occasione di confronto, comunicazione e informazione tra il mondo dei giovani e quello della formazione.