Universita di Messina

Ricorso al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: l’hanno presentato 120 docenti dell’Università di Messina contro il rettore per alcune norme inserite nell’ultimo statuto adottato il 29 ottobre scorso. In pratica il provvedimento dà la possibilità al rettore Francesco Tomasello di prorogarsi per la seconda volta il mandato.

Nel ricorso i docenti fanno presente che lo statuto contiene implicitamente la previsione: da una parte infatti sancisce che l’anno accademico inizia il primo ottobre di ogni anno (non più, quindi, il primo novembre) e termina il 30 settembre e che il nuovo statuto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, ma dall’altra stabilisce anche che tutte le previsioni in esso contenute (quindi anche la proroga della carica di rettore) si applicano pienamente sin dall’anno accademico nel quale il medesimo entrerà in vigore, quindi a partire dall’anno in corso.

I docenti contestano anche che il capo d’ateneo stesso abbia votato il provvedimento e l’articolo che riguarda la sua carica mentre a loro avviso “avrebbe dovuto astenersi dal deliberare perché in oggettivo e palese conflitto d’interessi”.

Se dal ministero dovesse arrivare lo stop alla proroga con l’accoglimento del ricorso dei docenti, il mandato di Tomaselli potrebbe terminare a ottobre 2012. Ma non è la prima volta che accade un simile evento a Messina. Il rettore aveva già introdotto un “auto proroga” del suo mandato lo scoro anno, ma il Tribunale amministrativo di Catania aveva accolto il ricorso di alcuni docenti. Il Tar aveva infatti riconosciuto che i provvedimenti impugnati, prorogando di un anno le cariche in corso, impedivano ai 32 ricorrenti di esercitare i diritti elettorali.

Tomasello ha sempre continuato a difendere la sua scelta come la più giusta per la vita dell’ateneo, in questo delicato momento di transizione. Le speranze di chi invece giudica inopportuna la permanenza di Tomasello per un così lungo periodo senza un’elezione democratica sono riposte adesso nel ministero.