indagine sull'uso dello smartphone

Tra quattro anni non avremo più bisogno di andare dal medico per fare un check-up della nostra salute, basterà usare il nostro smartphone. A prometterlo è l’Università di Messina, che sta lavorando a un progetto per realizzare un sistema diagnostico portatile. Grazie al dispositivo che sta mettendo a punto l’ateneo della città dello Stretto, semplicemente soffiando sul nostro smartphone potremo scoprire se abbiamo l’influenza oppure un raffreddore.

Il progetto, battezzato “Safely”, è portato avanti da un gruppo di ricercatori guidati dai professori Giovanni Neri e Nicola Donato. Per la sua realizzazione l’Istituto di tecnologie avanzate di Samsung ha offerto 90mila dollari. Il team impegnato nella messa a punto del sistema per effettuare un check-up della salute soffiando sul proprio smartphone prevede di completarlo nel 2018.

Safely, che è stato l’unico progetto di un ateneo italiano ad essere selezionato per l’edizione 2013 del Global Research Outreach (GRO) Program di Samsung, è stato presentato nei giorni scorsi in una conferenza stampa tenutasi all’Università di Messina. Nell’introdurre il progetto che consentirà di fare un rapido check-up della salute semplicemente usando uno smartphone, la professoressa Daniela Baglieri – pro-rettore all’Innovazione e al Trasferimento tecnologico – ha sottolineato con orgoglio che il successo di Safely “dimostra che quando c’è un’eccellenza non ci sono limitazioni geografiche”.

I professori Neri e Donato hanno, invece, spiegato più nel dettaglio quali caratteristiche avrà Safely e quali sono le risorse che stanno lavorando alla sua realizzazione. Il check-up dello stato di salute avverrà grazie a “sensori piccolissimi che dovremo rendere quasi invisibili – ha commentato Neri – in maniera tale da poter essere inseriti negli smartphone“, attraverso i quali si potrà rilevare la presenza di alcuni marker per la diagnosi di patologie quali il diabete, le infiammazione dei polmoni e le disfunzioni epatiche. Come ha spiegato il professor Donato, il progetto “coinvolge non solo dottorandi di ricerca ma anche studenti della triennale e della magistrale, e prevede lo sviluppo sia hardware sia software“.

Safely promette di facilitare la vita a milioni di cittadini, che non dovranno più spostarsi per andare dal medico e fare lunghe file prima di essere ricevuti, ma potranno avere un quadro rapido del proprio stato di salute comodamente a casa propria o in qualsiasi altro luogo si trovino.