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Oltre 250 cadaveri da usare come cavie, ammassati l’uno sull’altro come in una fossa comune, da sette anni in attesa del personale che si occupi del loro incenerimento. Una vera e propria “cantina degli orrori”, quella scoperta dal quotidiano spagnolo El Mundo negli scantinati della Facoltà di Medicina dell’Università Complutense di Madrid. Avviata dall’ateneo un’inchiesta informativa sulla situazione, della quale sembrerebbe non fosse a conoscenza il rettorato, mentre alla Regione madrilena assicurano di non avere competenze in materia.

La presenza di questa “cantina degli orrori” sarebbe da ricondurre alla mancanza del personale addetto al forno crematorio. Così come spiega Ramon Merida, direttore del dipartimento di Anatomia ed Embriologia umana II della facoltà di Medicina dell’ateneo in questione, il dipendente che prima vi operava è andato in prepensionamento e non può essere sostituito. Allo stesso tempo, secondo quanto denunciato dai sindacati, per il momento non sussisterebbero le condizioni per emettere un nuovo bando di concorso, perché il forno non risulta affatto in buone condizioni.

Installato nel 1991, in base a quanto riferito dalle fonti sindacali, l’impianto di incenerimento emetterebbe gas nocivi che poi si diffondano nell’atmosfera con virus e batteri, mettendo a rischio così la salute di chi li respira. Dal canto suo, Ramon Merida tenta di ridimensionare il problema, assicurando che “i cadaveri infetti non si toccano in assoluto, ma si inceneriscono direttamente” e che il problema “è in via di soluzione”. Eppure, nonostante i problemi d’incenerimento, la facoltà di Medicina dell’Università Complutense di Madrid continua a ricevere 50 corpi l’anno da utilizzare come cavie da esperimento.

Da quanto è possibile vedere dalle foto divulgate dal quotidiano El Mundo e da un video sullo scoop giornalistico, a impressionare non sarebbe solo il numero dei cadaveri presenti nella “cantina degli orrori”, ma anche il modo in cui sono stati trovati, accatastati come sono gli uni sugli altri come fossero oggetti più che persone e coperti da lenzuola bianche. I corpi, dimenticati negli scantinati da anni, si troverebbero tra l’altro in un vuoto legale, coperto solo da “alcune raccomandazioni generiche della Società Spagnola di Anatomia”.