l'aquila corteo silenzioso

L'Aquila Università no parte civile

Non è stata accettata la richiesta da parte dell’Università dell’Aquila di costituirsi parte civile nel processo sul crollo della casa dello studente durante il terremoto del 6 aprile 2009.

Il Giudice dell’Udienza Preliminare non lo ha ritenuto opportuno, probabilmente per il fatto che una parte della responsabilità sul crollo della struttura studentesca spetta anche all’ateneo. Intanto la seconda udienza preliminare per il crollo che causò la morte di otto studenti è stata fissata al 26 giugno. Undici gli indagati che dovranno rispondere alle ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni.

In ogni caso l’Università dell’Aquila continua a manifestare il suo appoggio a cittadini e studenti della città e a spingere per la sua ricostruzione materiale, economica e sociale. Proprio domani l’ateneo scende in piazza al fianco dei cittadini per rivendicare “il diritto di equità rispetto a catastrofi simili che hanno colpito nel tempo la nazione”.

Tra le richieste che cittadini e università fanno alle autorità governative locali e nazionali: il congelamento temporaneo di tasse e imposte, politiche per il lavoro, un serio impegno nella ricostruzione, un futuro degno per i giovani aquilani.

“La rinascita ha bisogno di mezzi economici adeguati – si legge in una nota dell’ateneo – che non siano assistenzialismo ma opportunità che la città saprà cogliere per essere il Capoluogo della Regione, la città della conoscenza, la città dell’innovazione e la città delle opportunità per i tanti giovani che ogni giorno, ancora, affrontano difficoltà per potersi formare adeguatamente.”