autobus studenti

I docenti possono usufruire di sconti bus, mentre gli studenti ne sono esclusi. Ѐ quanto previsto da un accordo stipulato tra l’Ataf, azienda del trasporto pubblico, e l’Università di Firenze, in vigore da marzo. I dipendenti dell’ateneo fiorentino hanno la possibilità di acquistare l’abbonamento annuale per l’utilizzo dei mezzi pubblici al prezzo di 60 euro. Invece i ragazzi devono accontentarsi delle agevolazioni tradizionali e pagare dai 150 ai 185 euro. Divampano le polemiche, soprattutto da parte dei collettivi.

In base a una convenzione approvata lo scorso dicembre, l’Università di Firenze acquista gli abbonamenti annuali dall’Ataf, per poi rivenderli a prezzi ridotti a docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo. Un’agevolazione assai gradita dai dipendenti dell’ateneo fiorentino, tanto è vero che sono circa 750 i tagliandi già staccati. La stessa cosa non si può dire degli studenti, esclusi dall’accordo e arrabbiati con “i veri privilegiati in questa storia”, ossia docenti e dirigenti.

Dinanzi alle proteste degli studenti esclusi dalla possibilità di usufruire degli sconti bus, l’Università di Firenze cerca in tutti i modi di difendersi. Spiega che “la decisione risponde al decreto Ronchi e al contratto collettivo nazionale di lavoro” e sottolinea che “solo il 20 per cento degli abbonamenti è stato acquistato da docenti e ricercatori”. A usufruire degli sconti bus previsti dall’accordo con l’Ataf, infatti, è soprattutto il personale tecnico. Si tratterebbe, in poche parole, di una politica aziendale e non di una questione di baronato.

Dall’altro canto, l’azienda del trasporto pubblico fiorentino fa sapere che sta per prendere in considerazioni ipotesi diverse per il futuro. Già dal prossimo anno accademico potrebbero esserci delle novità, grazie all’avvio di nuove agevolazioni. La questione, però, non è per niente semplice da gestire, visto che gli studenti sono più di cinquantamila. Proprio per loro, l’Università di Firenze dichiara di fare già molto: “La rata d’iscrizione in prima fascia è tra la più basse in Italia”.