Occupazione universitari a Firenze

All’Università di Firenze la mobilitazione studentesca che ha conosciuto la sua ribalta internazionale non si è fermata. Gli studenti dei collettivi di sinistra hanno occupato spazi in quattro facoltà per protestare contro la mancanza di spazi di socialità nell’ateneo, ma la loro iniziativa è stata fortemente contestata dal movimento giovanile del Pdl, Giovane Italia.

Il coordinatore fiorentino Andrea Badò e il vicecoordinatore Davide Bisconti hanno infatti presentato un esposto alla procura di Firenze per chiedere che cessi l’occupazione dell’aula 1 dell’edificio D5 al polo di Novoli, dell’aula professori nel plesso di viale Morgagni, dell’aula studio di Agraria e di un’aula del polo scientifico di Sesto.

I due attivisti di centrodestra denunciano la sottrazione di spazi universitari che in questo modo vengono utilizzati solo da “simpatizzanti, spesso neanche iscritti all’università, di una sola parte politica“. E rivolgono un appello anche al rettore e ai presidi della facoltà interessate, che a loro giudizio devono assumere una posizione netta e senza ambiguità sul fenomeno delle occupazioni.

Di tutt’altro tenore la protesta andata in scena sabato 21 nelle strade del capoluogo toscano, dove un gruppo di anarchici in corteo ha assaltato una sede Pdl in via Lavagnini con fumogeni e scritte sui muri. La manifestazione di circa 500 anarchici è) che qualche settimana fa hanno coinvolto studenti e militanti del movimento anarchico fiorentino. Sul muro della sede del rettorato i manifestanti hanno attaccato uno striscione con la scritta “Contro l’università azienda, la lotta non si ferma”.

In un’altra università toscana, nei giorni scorsi, l’occupazione di locali dell’ateneo è terminata a seguito di uno sgombero. La Digos di Pisa ha infatti fatto irruzione in un edificio inutilizzato a palazzo Mastiani, da un paio di mesi occupato da un gruppo di studenti di sinistra dell’Università di Pisa. Le forze dell’ordine non sono venute a contatto con gli studenti dal momento che i locali erano già stati lasciati dagli studenti a seguito della disattivazione dell’elettricità. Dopo un sopralluogo, gli spazi sono stati sigillati e affidati in custodia all’università.

L’obiettivo dell’occupazione studentesca – spiegano dal collettivo – era quello di focalizzare l’attenzione su quello spazio in disuso mentre mancano luoghi di socialità messi a disposizione dall’ateneo pisano. Dopo l’operazione della polizia, i giovani hanno inscenato un sit-in prima davanti all’edificio che avevano occupato e poi davanti al rettorato.