Regione Lombardia

Nuove linee guida sulla base delle quali le università gestiranno i servizi di diritto lo studio per gli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi: le ha approvate la giunta regionale lombarda su proposta dell’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni. L’assessore ha spiegato di voler proseguire sulla strada dell’innovazione nel campo dei diritti allo studio, camminando di pari passo all’attuazione della nuova riforma universitaria.

Tra i punti più importanti un innalzamento dei criteri di accesso alla borsa di studio per gli studenti del primo anno attualmente, secondo la giunta, troppo bassi. Se fino ad oggi i crediti necessari per raggiungere l’ottenimento la borsa sono stati 25, corrispondenti a circa tre esami, dal prossimo anno accademico le matricole dovranno invece averne almeno 35. Insomma, d’ora in poi per ottenere le borse è necessario essere più bravi durante le scuole superiori e più veloci nel sostenere esami con profitto una volta iscritti all’università.

Per superare l’attuale tema di baronati e raccomandazioni la giunta lombarda ha poi deciso di incrementare i controlli e fissare un limite di età di 32 anni per l’ottenimento delle borse. Altro punto messo nero su bianco la creazione di un livello minimo di merito all’accesso, da determinarsi ad opera delle singole università attraverso test all’immatricolazione, voto di maturità o altro.

Le linee guida lasciano inoltre ampi margini di scelta alle singole università, visto che in Lombardia la responsabilità gestionale per il settore spetta agli stessi atenei, che dovranno procedere entro l’estate a emanare i bandi per le borse seguendo i nuovi criteri.

Rossoni ha concluso la presentazione delle linee guida auspicando che i cambiamenti possano fare da apriprista all’attuazione di una riforma globale italiana in materia di diritto allo studio.