Bebé in acqua

Non solo sapori, la schiatta delle “non università” entra anche nel settore della salute con l’Università dell’Acqua. Niente “plin plin”, stare pur tranquilli, l’acqua in questo caso non si beve, ma rappresenta un ambiente dedicato al benessere delle mamme in attesa e dei loro bimbi.

L’Università dell’Acqua infatti è un network formativo che nasce dall’apporto e dal confronto di operatori ed importanti organizzazioni del settore. La rete ha come capofila Mammole, un’associazione lombarda attiva da oltre 15 anni nel settore dell’acquamotricità prenatale e neonatale, ma al suo interno troviamo anche L’Abilità, centro dedicato ai bambini con bisogni speciali e alle loro famiglie, così come il CSEN, Centro Sportivo Educativo Nazionale affiliato CONI e Federitalia Sport.

Due i corsi professionalizzanti bofferti dall’Università dell’Acqua, rivolti in ogni caso non direttamente alle mamme e ai bambini, ma agli operatori che seguono le fasi di acquamotricità che precedono e seguono il parto.

Nel primo caso il centro offre la possibilità di conseguire la qualifica di acquamotricista prenatale, con rilascio del tesserino tecnico e di attestato. In proposito c’è da sapere che l’attività in acqua per le donne in dolce attesa non è legata per forza alla nascita in acqua, ma rappresenta una preparazione al parto attivo e consapevole indipendentemente dalla tipologia di parto cui la gestante va incontro. I corsi di una giornata, che si tengono tanto a Roma quanto nel milanese (è sufficiente consultare il sito dell’Università dell’Acqua per visualizzare le date), sono rivolti a tutti coloro che si occupano del benessere psicofisico delle future mamme, dagli operatori sanitari a quelli del fitness. La formazione per questi operatori prevede mezza giornata di approccio teorico e un pomeriggio dedicato alla pratica in acqua, cui si aggiunge nel periodo successivo alla frequenza la redazione di una tesina sull’argomento.

Anche il corso per diventare acquamotricista neonatale dura una sola giornata e viene proposto in differenti date durante l’anno, sia a Roma che a Milano. In questo caso però alla formazione teorico può seguire un fase di formazione a distanza e un tirocinio da 30 a 5 ore, obbligatorio per chi non abbia già alcuna qualifica professionale con esperienza diretta nell’attività neonatale in acqua. Il metodo proposto dall’Università dell’Acqua pone particolare attenzione allo sviluppo psicomotorio e agli aspetti del rapporto tra la mamma e il suo piccolo. Anche in questo caso il corso permette di conseguire il tesserino tecnico CSEN – CONI e la certificazione nazionale di Federitalia Sport.

Inoltre, i corsisti che completano entrambe le tappe proposte dall’Università dell’Acqua, hanno la possibilità di aderire alla formazione dell’UNITEL Università Telematica per conseguire il Diploma Universitario in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie e Sportive. Ma qui entriamo già nel campo dell’università “vera”.