Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro"

Gli studenti dell’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, che siano fuoricorso oppure al passo con i tempi previsti, possono dormire sonni tranquilli, almeno per l’anno accademico 2012/2013: le tasse universitarie non subiranno alcun aumento, diversamente da quanto è stato di recente deciso dal decreto sulla spending review.

“Nonostante i pesanti sacrifici che dovremo in ogni caso fare – spiega Cesare Emanuel, pro-rettore dell’ateneo – non ci è sembrato giusto gravare ulteriormente le famiglie con l’aumento delle tasse universitarie”. D’altra parte la Avogadro già da qualche tempo ha preso la decisione di venire incontro ai propri studenti: “È sempre esistito, infatti, il limite del 20 per cento – continua a precisare il pro-rettore – nel rapporto tra contribuzione studentesca e fondo di finanziamento ordinario (FFO)”, ma nel caso dell’ateneo piemontese si è riusciti a mantenersi perfino al di sotto di tale soglia, attestandolo al 18,49 per cento, e “a reperire altrove le risorse necessarie per il funzionamento dell’università”.

Piuttosto soddisfatta della decisione presa dai vertici dell’Università del Piemonte Orientale è l’assessore alla Formazione professionale della Regione Piemonte, Claudia Porchietto: “Spero – dichiara – che anche gli altri atenei piemontesi seguano l’esempio, anzi vorrei lanciare un appello in tale senso a tutela di tutte le nostre famiglie”. L’assessore non si esime dall’esprimere un parere negativo nei confronti di ciò che è stato stabilito dal decreto sulla spending review: “Personalmente – spiega la Porchietto – credo che la possibilità di aumentare le tasse universitarie varata dal governo Monti costituisca un errore strategico, già oggi le tariffe per fuoricorso e non sono eccessivamente alte”.

Il decreto sulla spending review stabilisce, infatti, l’aumento delle tasse universitarie per gli studenti fuoricorso, secondo dei limiti massimi e dei criteri che stabilirà il Miur. Inoltre, possibili incrementi sono previsti anche per gli iscritti che sono in regola con i tempi, ma che superano i 40mila euro di ISEE familiare. Per coloro che non raggiungono tali importi, invece, sarà possibile “ritoccare” le tasse solo in proporzione all’inflazione.