universita di creta inventa la bio-aspirina

Da una ricetta molta antica, costituita da un mix di olio ed erbe che crescono nell’isola del Minotauro, è nata la bio-aspirina. La sua realizzazione si deve ad alcuni ricercatori dell’Università di Creta, in collaborazione con la Rethymnon Cooperativa Agricola. Il farmaco è in attesa nelle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti statunitensi ed europee, ovvero l’Emea e la Fda, dopodiché potrebbe essere immesso nel mercato anche da quest’anno al prezzo concorrenziale di un solo euro.

La bio-aspirina è una vera e propria medicina naturale, da non confondere con un integratore alimentare. La sua composizione deriva da una tradizione isolana, che in passato veniva utilizzata contro l’influenza e che negli anni ha dimostrato, in chi ne aveva fatto ricorso, una certa resistenza a raffreddori e infezioni. Si tratta di uno dei risultati più brillanti conseguiti dall’Università di Creta nell’ambito della farmacologia, oltre che una buona soluzione low cost in un periodo di crisi come quello affrontato già da qualche tempo in territorio greco.

Tale bio-aspirina nasce dalla combinazione, da parte degli scienziati dell’Università di Creta, tra le “miracolose” erbe cretesi e gli standard fissati dalla scienza medica moderna. In particolare, l’iniziativa parte dai professori Elia Kastanas e Xristos Lionis, che hanno potuto contare sul supporto logistico della cooperativa rurale Rethymnon e della Gallenica farmaceutica. Adesso, il farmaco potrebbe travalicare i confini ellenici – dove la crisi ha messo in ginocchio perfino il settore della farmaceutica, con gravissimi casi di importanti medicine introvabili – ed estendersi in altri Paesi. Tutto ciò, senza un cent di fondi pubblici.

L’Organic aspirina Creta – così è stata battezzata – ha la capacità proteggere dalle infezioni respiratorie, di combattere l’influenza, di alleviare il raffreddore, oltretutto è adatta ad abbassare la febbre (antipiretica) e ha proprietà analgesiche. Sulla sua formula c’è il massimo riserbo, per paura che con la sua divulgazione si abbia il cosiddetto “effetto frappè”: le persone, in poche parole, inizierebbero a strappare erbe dal ciglio della strada e a frullarle, senza averne alcuna conoscenza e senza la minima cognizione.