Stress universita

L’Università Cattolica di Milano ha attivato lo Sportello salute giovani che offre a tutti gli studenti un supporto alle difficoltà psicologiche ma anche a quelle fisiche, come allergie e attività sportive, fino ai semplici consigli per gestire il proprio percorso di studi e gli impegni quotidiani.

Il progetto è frutto di un accordo tra l’Istituto superiore di sanità e la facoltà di Medicina della Cattolica ed è attivo per ora in tre sedi dell’ateneo – Roma, Milano e Brescia – ma gli organizzatori valuteranno in seguito la possibilità di estendere l’iniziativa ad altre sedi e rendere il servizio permanente.

Gli studenti lontani dalle famiglie di origine o che vivono situazioni di incomunicabilità con il proprio contesto amicale e più in generale sociale, possono dunque rivolgersi a uno psicologo per confrontarsi e avere consigli su problemi di apprendimento, relazione, disturbi alimentari e disorganizzazione nel proprio stile di vita. Secondo la psicologa Monica Accordini, che insegna psicopatologia nella sede di Piacenza dell’ateneo ed è responsabile dello sportello nella sede milanese, questi disagi sono molto più diffusi durante gli anni universitari di quanto i giovani stessi credano, senza avere la consapevolezza che possano nascere e radicarsi in loro comportamenti rischiosi.

“Il periodo universitario – spiega Accordini – è un momento molto delicato, in cui occorre trovare un equilibrio tra il bisogno di indipendenza e l’incapacità effettiva di essere totalmente autonomi. Le situazioni di disagio in questa fascia d’età sono molto più comuni di quello che pensiamo, ma spesso i giovani non sanno a chi rivolgersi per avere un aiuto”.

Il servizio affronta dunque problematiche legate alla salute da diverse angolazioni, con tre finalità e tre step precisamente definiti che riguardano una prima consulenza sulla prevenzione di abitudini comportamentali sbagliate, l’orientamento verso strutture sanitarie adatte per la diagnosi e la cura di eventuali patologie emerse, e infine la raccolta di informazioni, nel rispetto della privacy, sugli stili di vita degli studenti attraverso un questionario distribuito nelle aule su alimentazione, sport e consumo di alcool e stupefacenti.