Universita di Catania, matrimoni al Monastero dei Benedettini

Che il Monastero dei Benedettini, sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, sia un edificio di rara bellezza è cosa risaputa, ma forse nessuno si aspettava che diventasse una location per matrimoni. A giudicare dalle reazioni postate sui vari social network, nemmeno gli studenti potevano immaginarselo, tanto che molti sono rimasti particolarmente sorpresi quando, qualche giorno fa, andando a lezione si sono ritrovati davanti un intero cortile addobbato a festa.

Gli studenti dell’Università di Catania contestano in particolare il fatto che non si facciano i lavori di normale amministrazione, come la riparazione dei bagni o l’acquisto di nuovi tocchi per le lauree, mentre si mettono a disposizione i locali del suggestivo Monastero dei Benedettini per matrimoni, feste e altri eventi che con la vita accademica e gli studenti non hanno nulla a che fare. E c’è anche chi si domanda se sia possibile una simile destinazione d’uso per gli spazi dell’università.

L’autorizzazione per l’utilizzo del Monastero dei Benedettini come cornice per eventi extra-accademici, compresi i matrimoni, è contenuta in una circolare dell’Università di Catania datata 6 Giugno 2012. L’iter prevede che si faccia richiesta al direttore amministrativo per l’uso degli spazi, attraverso un modulo apposito scaricabile dal sito web dell’ateneo, almeno due mesi prima della data desiderata. Se a far domanda sono soggetti esterni all’ateneo, o si richiede la disponibilità degli spazi e dei locali per attività non inerenti a quelle accademiche, si stipula un contratto e si versa un contributo variabile in base al luogo prescelto, alla fascia oraria e al giorno, oltre che al soggetto richiedente. Si va dai giardini e i cortili, al costo minimo di 300 euro, al Chiostro di Levante e all’Orto Botanico, con prezzi che vanno da 600 a 2.000 euro.

Il Monastero dei Benedettini dell’Università di Catania non è però la prima sede universitaria ad ospitare eventi ed attività che di accademico hanno poco o nulla. L’anno scorso, infatti, anche la Sorbona di Parigi aveva annunciato che avrebbe affittato (a cifre da capogiro) i propri locali nei mesi estivi a quanti desiderassero utilizzarli come set cinematografici.