universita di bologna partecipa al world solar challenge con emilia III

Si chiama Emilia III l’auto con la quale il team Onda Solare dell’Università di Bologna parteciperà al World Solar Challenge 2013, massima competizione mondiale per i veicoli alimentati ad energia solare. La gara, che si svolge con cadenza biennale in Australia e prevede l’attraversamento coast to coast da Nord a Sud della nazione, quest’anno si terrà dal 6 al 13 Ottobre e coinvolgerà 47 squadre.

Per Onda Solare  si tratta della terza partecipazione: il team dell’Alma Mater ha già preso parte al World Solar Challenge nel 2005 con Emilia I, una bici elettrica, e nel 2011 con l’auto Emilia II. Quest’anno sarà la volta di Emilia III, un veicolo monoposto di 4,5 metri di lunghezza e 1,8 metri di larghezza, che può raggiungere una velocità massima di 110 km/h grazie all’energia prodotta dai moduli fotovoltaici che la ricoprono interamente.

Il progetto che ha portato alla realizzazione della vettura che parteciperà al prossimo World Solar Challenge è partito un paio di anni fa e coinvolge circa cinquanta persone. Il team dell’Università di Bologna non ha sponsor, ma si avvale del sostegno di aziende italiane ed estere coinvolte nel progetto, alle quali viene chiesto di dare un contributo in termini di componenti e competenze.

Tra i punti di forza della vettura che l’Università di Bologna farà gareggiare al World Solar Challenge 2013 ci sono il peso ridotto della scocca, realizzata in fibra di carbonio e kevlar, e l’aerodinamica. Per migliorare l’efficienza di Emilia III si è anche scelto di inserire due motori elettrici miniaturizzati nelle ruote posteriori, ottenendo così “la totale eliminazione della trasmissione e l’abbattimento degli attriti”, come ha spiegato Francesco Cassarini, uno dei componenti del gruppo che ha progettato e costruito il veicolo.

Per Emilia III sono state impiegate anche tecnologie solari frutto della collaborazione tra il professor Marco Bianucci dell’Istituto di scienze marine (ISMAR) e il velista Giovanni Soldini. Le 391 celle solari utilizzate per la scocca sono in silicio monocristallino e garantiscono un’alta efficienza (23 per cento), inoltre, sono ultrasottili e assemblate in maniera innovativa, tanto che è stato possibile realizzare moduli curvi per seguire la scocca dell’auto. Oltre alla leggerezza e alla possibilità di essere curvati, i moduli così ottenuti offrono un altro vantaggio: possono essere riciclati con più facilità.

Sulla carta, Emilia III potrà dare filo da torcere alle vetture dei team concorrenti. Non resta dunque che attendere Ottobre per sapere come il prototipo solare dell’Università di Bologna si comporterà effettivamente durante il World Solar Challenge.