Vasco

Di questi tempi l’università italiana avrebbe bisogno di molte più persone come Vasco Rossi. Perché? Il rocker emiliano ha donato 75mila euro per finanziare un assegno di ricerca di tre anni da dedicare a studi sui “Biofilms Microbici”, principali responsabili di varie forme infettive come le endocarditi, le infezioni croniche delle vie urinarie, della cornea, dei reni.

L’assegno è a favore dell’Università di Bologna e la donazione porterà il nome di “Vasco e Giovanni Carlo Rossi”, padre del cantante. Le ricerche finanziate dall’assegno saranno svolte presso il laboratorio di Microbiologia generale e Biotecnologie microbiche del dipartimento di Biologia evoluzionistica sperimentale diretto da Davide Zannoni.

La cronicizzazione delle infezioni batteriche è causata dalla grande resistenza dei biofilm agli antibiotici. Recentemente, la scoperta che i biofilm sono resistenti anche ai metalli pesanti ha aperto strade inattese nel campo delle nano-biotecnologie. Vasco Rossi tiene particolarmente allo studio di questo tipo di infezioni, perché proprio un’endocardite, un’infiammazione del tessuto che riveste le cavità interne e le valvole del cuore, l’ha costretto in ospedale per diverse settimane durante l’autunno.

Appresa la notizia della malattia superata, i ricercatori bolognesi hanno pensato che Vasco potesse essere sensibile al tema della ricerca e così lo hanno contattato. Il professor Zannoni si augura che questo possa essere solamente l’inizio di una lunga e fattiva collaborazione. L’Università di Bologna indirà presto un bando per assegnare la borsa di ricerca. Visto che un assegno per un giovane post dottorando oggi costa in media 25 mila euro l’anno, la somma donata da Vasco Rossi potrà finanziare un percorso triennale completo di ricerca.