da universita di bologna arriva mumu per realizzare app facilmente

Pensata per promuovere i beni culturali dell’Emilia Romagna, adesso potrebbe rappresentare una rivoluzione nel mondo di Internet: si tratta di “Mumu – Museo multiverso”, un’idea partita dall’Università di Bologna, che consente in pochi passaggi di realizzare delle app per smartphone senza avere necessariamente le competenze tecniche per farlo. La presentazione è avvenuta nei giorni scorsi a San José, in California – centro nevralgico della Silicon Valley e capitale mondiale dell’Information Technology – durante il congresso mondiale ‘International Conference on Multimedia and Expo’.

In particolare, Mumu è nata dalla volontà dell’Istituto dei beni culturali di agevolare gestori di musei, di beni culturali, dimore storiche e altre strutture e iniziative del genere, consentendo loro di mettere i propri contenuti multimediali a disposizione di chi possiede uno smartphone tramite la realizzazione semplice e veloce di app. “L’obiettivo di Mumu – dichiara il professor Marco Roccetti dell’Università di Bologna, uno dei creatori del progetto – è ricollegare tramite le moderne tecnologie Ict (specialmente quelle delle app) i siti depositari del patrimonio culturale italiano attraverso legami di senso che, organizzando un flusso ininterrotto di contenuti culturali, sociali e artistici presenti diffusamente nel tessuto culturale, forniscano ai fruitori una rete di significati presentati in maniera innovativa e condivisa”.

Con il professor Roccetti hanno collaborato Marco Zanichelli, Cristian Bertuccioli e Andrea Marcomini del Dipartimento di Informatica dell’Università di Bologna. I quattro hanno ideato, progettato e realizzato interamente Mumu, che presenta una grafica accattivante e una navigazione abbastanza semplice e intuitiva. Si tratta – come è stato sottolineato durante la presentazione in California – della prima piattaforma digitale capace di valorizzare il patrimonio culturale del nostro Paese, rendendolo disponibile a tutti gli appassionati sotto forma di applicazioni su tutti gli app store internazionali, a cominciare da Apple e Android.

Per testare l’efficacia di Mumu, sono stati già fatti degli esperimenti pilota, che sembrano essere assai incoraggianti. Il primo progetto è stato dedicato al bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e in poco tempo si sono ottenuti subito buoni risultati: nel giro di qualche settimana, infatti, ci sono stati migliaia di download. Forte di questi successi, in questi giorni, l’Istituto dei beni culturali sta rendendo disponibile il programma al proprio sistema.