Laureati_AlmaMater

Giovani, studiosi e dinamici: sono gli studenti dell’Alma Mater di Bologna, i “migliori” tra i laureati italiani del 2011. A testimoniarlo è l’indagine condotta da Almalaurea che ha coinvolto 15.238 giovani usciti lo scorso anno dall’Ateneo bolognese. Tra gli intervistati,  circa 8.000 i laureati di primo livello, 4.884 quelli invece che avevano appena concluso anche il biennio magistrale.

Secondo tutti i dati raccolti, gli studenti che frequentano l’università del capoluogo emiliano sono decisamente più avanti rispetto al resto dei colleghi italiani. Il traguardo della laurea magistrale, ad esempio, è raggiunto dai laureati bolognesi in media a 26,9 anni, contro una media italiana di 27,8 anni. Significativo lo scarto anche nel caso della conquista del titolo di studi triennale: 25, 2 gli anni di media bolognesi contro 25,7 nel resto del Paese.

Altro dato significativo riguarda la percentuale di studenti che arrivano “puntuali” alla fine del proprio ciclo di studi. I giovani che si laureano in corso rappresentano il 47% nel caso della triennale, e più della metà, il 56%, per il biennio magistrale. Anche in questo caso, i bolognesi hanno una performance migliore rispetto agli altri studenti (38% è la media di studenti triennali laureati in corso, 47% quella magistrale).

Pare, inoltre, che la maggior parte degli studenti dell’Alma Mater segni un primato anche all’interno del proprio nucleo familiare: in molti casi, infatti, è grazie a loro che il titolo accademico entra per la prima volta in famiglia. Ciò avviene nel 68% dei casi per il primo livello (contro una media nazionale del 75%) e nel 64% dei casi per il biennio. Positivo anche il trend di giovani che hanno trascorso un periodo di studi all’estero, soprattutto nel biennio (21% in confronto al 15,5% nel resto degli atenei).

L’unico tasto dolente del quadro descritto dall’indagine riguarda l’esperienza lavorativa, a cui alcuni dei neolaureati non sembrano essere totalmente preparati. Colpa forse dei corti periodi di esperienza in azienda: nei primi tre anni, solo il 57% dei laureati ha fatto uno stage o un tirocinio fuori dal mondo accademico (contro il 60% italiano).

Il quadro positivo è merito, oltre che dell’indiscusso talento giovanile, anche dell’operato dello stesso Ateneo, molto apprezzato dall’86% degli studenti che concludono lì il proprio ciclo di studi accademici: il 68% dei laureati si riscriverebbe nuovamente nella stessa università, il 17% tornerebbe, ma con un percorso di studi diverso. Nel 2011, il bilancio consuntivo di Unibo è stato risultato essere perfettamente in linea con quello che era stato previsto, a conferma di un’ottima ed efficace gestione.