Bergamo, studenti al centro

Lezioni e corsi a misura di studente. Stefano Paleari, rettore dell’Università di Bergamo, all’età di 47 anni è il rettore più giovane d’Italia e il modo innovativo con cui gestisce il suo ateneo scuote positivamente l’università italiana invischiata da tempo in polemiche, proteste e riforme sbagliate.

Sicuramente Paleari fa parlare di sé e il suo nuovo progetto si prospetta come una rivoluzione vera e propria, mai sperimentata nel nostro sistema universitario: si tratta di cancellare gli orari delle lezioni stabiliti a priori e adattarli invece alle esigenze degli studenti, con lezioni serali o concentrate in giorni specifici, anziché a quelle dei professori.

Non sarà un’imposizione dall’alto, fanno sapere dal rettorato, e il dialogo e il confronto con gli altri docenti saranno in ogni caso preliminari a qualsiasi decisione del rettore. Al centro rimangono però gli studenti, per i quali l’istruzione stessa nasce; secondo Paleari infatti è per loro che, di regola, l’università andrebbe pensata e organizzata: un punto talmente palese e scontato che sembra essere stato dimenticato da chi gestisce l’istruzione e i suoi fruitori.

L’obiettivo non è più dunque la quantità – di docenti, corsi di laurea, appelli d’esame e così via – che un ateneo deve vantare o dimostrare di avere per avere finanziamenti, ma diventa preponderante la qualità del sapere offerta agli studenti e l’ottimizzazione del sistema che permette loro di apprendere; molti giovani ad esempio affiancano allo studio lavori part-time che li costringono a non frequentare, o a farlo solo in parte, le lezioni, sarebbe utile quindi per loro avere a disposizione corsi concentrati in alcuni giorni della settimana o in alcuni periodi.

C’è il caso poi, ha spiegato ancora Paleari, degli studenti fuori sede e pendolari che si trovano a dover raggiungere Bergamo in molti giorni della settimana, nell’ipotesi peggiore anche tutti i giorni, per seguire lezioni spezzettate: anche per loro la soluzione migliore è stabilire giorni intensificati.

Il rettore si è detto anche consapevole che la realizzazione di questo progetto, da dilazionare comunque nel tempo, richiederà ai docenti e a tutti gli addetti ai lavori maggiore sforzo e disponibilità, assumendo così un ruolo educativo in capo agli insegnanti stessi, che sposteranno l’attenzione dalle loro esigenze a quelle dei loro studenti, mentre questi ultimi acquisteranno a loro volta maggiore consapevolezza dell’impegno che richiede una università di qualità.

Paleari sa che il cambiamento che vuole attuare è del tutto rivoluzionario ma, convinto della sua bontà e del valore della condivisione, è disposto ad attendere con pazienza tutte le prove e i conseguenti errori necessari al raggiungimento dell’obiettivo comune: “Negli anni qualche corso farà da apripista e qualche corso farà da freno. Poi saranno gli studenti a scegliere cosa piace loro di più”.