L'ateneo di Bari

Ha 78 anni il legittimo vincitore di un bando per la gestione dell’ufficio stampa dell’università di Bari: una nomina che non ha mancato di suscitare polemiche e che rinsalda in molti la sensazione che il nostro non sia un Paese per giovani, mentre anche l’università, ideale baluardo della “meglio gioventù”, appare più che avviata verso scenari gerontocratici. Se infatti sono sempre meno i giovani diplomati a varcare la soglia accademica, nel Paese che vanta il triste primato dei docenti più vecchi d’Europa, le porte sono bene aperte per i professionisti più attempati.

A portare una ventata di “aria fresca” all’ateneo di Bari è stato chiamato infatti il quasi ottuagenario Egidio Pani, già vicesindaco della città pugliese ed ex dirigente regionale, ma anche giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti. Un boccone amaro da mandare giù per i tanti giovani giornalisti, precari o disoccupati, che a quel posto potevano ambire. Prima fra tutti Manuela Lenoci, classe 1979, seconda in graduatoria e giornalista professionista che si è vista preferire il 78enne Pani in nome dell’esperienza. A lei la magra consolazione di ricevere le scuse da parte della “classe dirigente cittadina” dalla viva voce del sindaco Michele Emiliano, che ha invitato la seconda classificata in municipio criticando apertamente la decisione del rettore.

Ma ad avere il dente più avvelenato è proprio il presidente di Assostampa Puglia, Raffaele Lorusso, che polemizza non solo sul risultato finale del bando, ma anche sul bando stesso seppur regolare. “È una fortuna per il vincitore che nessun novantenne abbia ritenuto di partecipare: per come era stato messo a punto non poteva che spianare la strada ad un pensionato di lungo corso”. Inizialmente lo stesso bando prevedeva come requisito fondamentale l’iscrizione all’albo da almeno 25 anni. Un cavillo che escludeva esplicitamente i giornalisti più giovani, revocato in seguito alle proteste dell’associazione di categoria.

Più timidi i commenti degli studenti. In un comunicato di Link Bari, sindacato studentesco universitario, si legge: “L’errore politico è sotto gli occhi di tutti in un momento storico in cui l’amministrazione ha più volte dichiarato di voler investire sui giovani”. Dal canto suo il rettore Corrado Petrocelli minimizza: il bando è stato regolare, la figura richiesta era quella di un tecnico esperto, non di un semplice addetto stampa. Il contratto, inoltre, durerà solo un anno e l’importo complessivo ammonta ad “appena” 18.000 euro. Una somma a cui Pani ha dichiarato di poter rinunciare, sacrificandosi e lavorando gratis.

Benzina sul fuoco per l’AssoStampa. Secondo Lorusso la rinuncia al compenso aggrava la situazione lanciando il devante messaggio che “la professione giornalistica non vale niente”. E chiosa: “Ciò che per lui è un sacrificio, per molti altri, giovani e meno giovani, può diventare un’opportunità“.