La vicepresidente del Senato Rosi Mauro

Un errore della presidente di turno del Senato Rosi Mauro, che ha dichiarato approvati quattro emendamenti dell’opposizione, potrebbe far slittare a domani l’approvazione definitiva del disegno di legge sull’università. Se fossero passati davvero gli emendamenti proposti dal Pd il provvedimento avrebbe dovuto far ritorno a Montecitorio per la quarta lettura. Il presidente Renato Schifani ha invece deciso che le operazioni di voto sugli emendamenti da 6.21 a 6.32 saranno ripetute.

I toni a Palazzo Madama si sono accesi quando Rosi Mauro ha impresso un’accelerata alle operazioni di voto ritenuta eccessiva dai senatori di minoranza che l’hanno contestata. Nella concitazione la presidente di turno ha dichiarato approvati alcuni emendamenti in virtù dei quali il disegno di legge risulterebbe modificato. Nel video che segue si sente la presidente Mauro dichiarare “approvato” un emendamento, il 6.26, proposto da come primo firmatario da Vincenzo Vita del Pd.

In più, allo stato il provvedimento contiene due norme tra loro incongruenti. Si ritiene possibile – ha spiegato il senatore Pd Stefano Ceccanti – “all’articolo 6 della riforma universitaria modificare un articolo di legge (esattamente l’articolo 1, comma 111 della legge 4 novembre 2005, n. 230) e subito dopo, tranquillamente, di votare all’articolo 29 per la sua abrogazione“, mentre l’articolo 8 del regolamento del Senato conferisce al suo presidente i poteri di ordinare le votazioni evitando tali errori.

Schifani ha deciso così di ripetere la votazione perché “il caos” in Aula ha impedito ai parlamentari “di capire quanto si stava votando”. Il presidente del Senato ha ammesso l’esistenza di “una conflittualità fra la volontà della maggioranza, che aveva proclamato la volontà di non modificare il provvedimento, e l’esito delle votazioni” ma la sua decisione è stata contestata dagli esponenti dell’opposizione. Per la senatrice Anna Finocchiaro il voto non andava ripetuto, mentre per Luigi Li Gotti dell’Italia dei valori Schifani ha annullato non un voto irregolare ma sette voti “in blocco”, nonostante il regolamento preveda la ripetizione “immediata” delle votazioni e non su un singolo voto.

Sull’incongruenza tra le due norme contenuto nella legge in approvazione, il ministro dell’Università Mariastella Gelmini ha garantito che interverrà oggi stesso il governo in sede di conversione del milleproroghe coordinando il testo.

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