Il cortile del Bo a Padova

Se ne parlava da mesi, ora Fondazione Univeneto è realtà. C’è la firma dei rettori delle Università di Padova, Venezia, Verona, riunitisi venerdì nel capoluogo scaligero, sull’atto costitutivo dell’ente che integrerà le attività dei tre atenei del Veneto. Dopo la Campania, che nelle scorse settimane ha reso noto un progetto di federazione regionale, anche le università venete serrano i ranghi e aprono la strada all’ateneo unico: questo sembra essere infatti l’obiettivo finale di un processo di aggregazione che comincia da Univeneto.

Un anno fa la presentazione del progetto, aperto inizialmente anche agli atenei del Trentino e del Friuli Venezia Giulia che successivamente si sono smarcati. Poi lo stallo, forse apparente, scosso negli ultimi giorni dalle dichiarazioni di Carlo Carraro, rettore di Ca’ Foscari. “Non possiamo rimanere immobili ad aspettare” aveva tuonato il modernizzatore dell’ateneo veneziano: lui, che per primo in Italia ha spazzato via le discussioni in favore delle cerimonie collettive all’americana, una federazione accademica sul modello californiano la sogna da sempre.

Sarà bastato questo a dare la scossa? Solo pochi giorni dopo i tre magnifici si incontrano a Verona e la Fondazione delle università del veneto, nel cui consiglio di amministrazione siederà anche il governatore Luca Zaia, è subito pronta. Senza attendere l’intervento di privati e Confindustria, senza attendere le istituzioni. L’improvvisa accelerazione ha lasciato per ora indietro anche lo Iuav, l’università di architettura di Venezia, la cui adesione è attesa però a breve.

Gli obiettivi? La Fondazione si occuperà in modo unitario della gestione amministrativa (e non solo) della nuova università, consentendo una maggiore integrazione dei programmi, l’eliminazione dei “doppioni” nell’offerta didattica, una ottimizzazione delle risorse anche attraverso l’individuazione e il potenziamento delle aree di eccellenza più spiccate in ciascuna delle università. Un futuro che non è poi così remoto: la prima iniziativa comune prenderà il via già a settembre attraverso l’istituzione in via sperimentale di due scuole di dottorato regionali interateneo in Scienze storiche e in Scienze economiche.