Bimbo "laureato"

Nel Regno Unito le rette universitarie sono arrivate alle stelle nonostante le proteste degli studenti. E mentre qualche sponsor si offre di pagare gli studi ai ragazzi meno abbienti ma meritevoli, c’è chi fa i conti in tasca alle famiglie e propone una “curiosa” ricetta per chi vuole essere certo di potersi permettere la copertura delle tasse universitarie quando i figli dovranno immatricolarsi.

Una società britannica di mutui e prestiti ha infatti calcolato che per avere a disposizione la somma necessaria a pagare l’università a un diciottenne i suoi genitori devono prepararsi fin dalla nascita del futuro dottore mettendo da parte 75 sterline ogni mese, poco meno di 90 euro. Una vita da parsimoniose formiche dunque, per raggranellare mese su mese, anno su anno, i soldi che servono.

E per chi non avesse messo in moto il meccanismo virtuoso fin dal primo mese di vita del pargolo? Se ha già cinque anni niente paura, la “rata” è un po’ più alta ma con 100 sterline mensili riuscirete a coprire i tre quarti della retta. Ma evitate di andare troppo in là con gli anni di vostro figlio: quando ne avrà otto 100 sterline copriranno a mala pena metà dei suoi studi universitari.

Va tenuto presente, infatti, che entro il 2012 chi vorrà conquistare una laurea a suon di esami ed esborsi vedrà raddoppiare il costo, che mediamente sarà di 7.000 sterline, con gli atenei più blasonati autorizzati a salire fino alla soglia dei 9.000 pound. Per “finanziare” una laurea triennale, dunque, al momento di rompere il salvadanaio avrete dovuto farci entrare circa 21.000 sterline.

E questo è il calcolo al 2012, ma se si ragiona su un futuro studente universitario che nasce oggi il costo medio per tre anni di corso potrebbe giungere a oltre 30.000 sterline. Già, perché tra 18 anni l’inflazione a una media ipotizzata del 2% l’anno potrebbe portare la retta a circa 12.800 euro l’anno. Il calcolo dell’azienda di mutui e prestiti è ovviamente interessato, ma anche se le cifre fossero più contenute la prospettiva per la quale il diritto allo studio dei propri figli debba costare tanti sacrifici è davvero inquietante.

Un portavoce del ministero dell’Economia britannico ha ricordato che per i più poveri le università pubbliche sono gratuite e solo dopo aver trovato lavoro i laureati dovranno “rimborsare” i costi del loro corso di studi in base al loro reddito. Insomma, si tratta di scegliere chi si indebita: i genitori fin dalla nascita del futuro laureato o il neoassunto dottore?