Studenti britannici

Nel Regno Unito la riforma delle rette universitarie continua a far discutere, con gli studenti costretti a pagare fino a 9.000 euro l’anno. Ma dove lo Stato fa un passo indietro arriva il mercato a sopperire. La società di revisione contabile Kpmg ha deciso di finanziare, soltanto agli studenti particolarmente meritevoli, un intero programma di studi: sei anni pagati dall’azienda che consentiranno ai giovani scelti dall’azienda di conseguire la laurea in Contabilità con relativa iscrizione all’albo.

Per 75 diplomati si apriranno dunque le porte della Durham University, con quattro anni per laurearsi e altri due in cui gli studenti diventeranno specializzandi lavorando per Kpmg e percepiranno uno stipendio annuo di 20.000 sterline. L’azienda conta così di garantirsi che i suoi apprendisti abbiano un livello di preparazione elevato, in modo che parte dei suoi circa 400 contabili assunti annualmente siano scelti tra laureati particolarmente meritevoli.

Kpmg non è la prima azienda ad aver puntato negli ultimi anni sul finanziamento del corso di studi per garantirsi la collaborazione di neolaureati con voti alti, che l’aumento delle rette universitarie potrebbe altrimenti espellere dal sistema universitario. La sua concorrente Deloitte ha annunciato che si sarebbe fatta carico del percorso formativo di 100 diplomati a partire dal prossimo settembre.

Anche la catena di supermercati Morrisons sponsorizza 20 studenti per un corso di laurea triennale presso la Bradford University, dopo di che garantisce tre anni di occupazione, mentre i grandi magazzini Harrods con l’Anglia Ruskin University finanzia una laurea in Vendite di due anni e il gigante dei fast food McDonald’s offre al personale la possibilità di studiare Gestione d’impresa presso la Manchester Metropolitan University.

Il sistema di finanziamento ovviamente soddisfa la gran parte degli studenti che ne usufruiscono, i quali possono completare il corso di studi senza preoccuparsi di come far fronte al pagamento di rette così elevate. Ma allo stesso tempo il fenomeno desta qualche preoccupazione: se i migliori laureati sono già “opzionati” dal settore privato che li sponsorizza, il livello dei servizi pubblici, in tutti i settori, necessariamente ne risentirà.