ricerca universitaria

Un finanziamento da 100 milioni di sterline per incentivare la ricerca universitaria attraverso gli investimenti del settore privato. È quanto annunciato qualche giorno fa in Gran Bretagna dal Cancelliere George Osborne, durante il suo discorso sulle spese del Paese.

Pochi i dettagli svelati: a quanto sembra, il piano di finanziamento, che dovrebbe rivelarsi utile per compensare i tagli che gravano nel settore, ha lo scopo di attrarre investimenti esterni, per lo più privati, per le università. Il dipartimento dedicato a Business Innovation and Skills ha infatti spiegato come i fondi siano destinati a importanti progetti che prevedono significativi investimenti privati.

Il denaro, come Osborne ha dichiarato, sarebbe destinato ai nuovi impianti per la ricerca all’università. Positive, naturalmente, le reazioni del mondo della politica e dell’istruzione inglesi, che ritengono il progetto un passo importante per l’economia del Paese. “L’industria e le università hanno un ruolo vitale da svolgere in collaborazione per raggiungere dei livelli di crescita considerevoli per l’economia del Paese”, ha dichiarato il ministro dell’Università e delle Scienze, David Willetts.

Per Imran Khan, direttore della Campagna per la Scienza e l’Ingegneria, l’annuncio del finanziamento “mostra come il governo abbia capito che non possiamo riavere un’economia in pareggio senza gli adeguati investimenti nella ricerca”. Più scettico il presidente della Royal Society, sir Paul Nurse, il quale ritiene l’investimento d’aiuto ma non sufficiente.

“Nel Regno Unito, la percentuale di Pil investita per la ricerca e lo sviluppo è ancora più bassa rispetto a quella degli altre economie – ha precisato Khan – e l’obiettivo del Cancelliere di rendere il nostro Paese il centro tecnologico dell’Europa non sarà raggiunto”.

Nuovi fondi in arrivo anche per le sette università italiane più meritevoli. Grazie al nuovo decreto per il 2012 sui criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario delle università (Ffo) le risorse monetarie verranno suddivise nel minor tempo possibile agli atenei, che potranno così programmare tutte le loro attività.