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Si chiamano MMI, Multiple Mini Interview, ovvero mini interviste multiple e funzionano un po’ come uno speed-dating. L’idea ce l’hanno avuta nei corridoi degli atenei del Canada per rendere più eque le ammissioni all’università ed aiutare gli studenti con un background svantaggioso. Ora le mini-interviste sono state adottate anche dalle università inglesi dell’area medica che cercano un’alternativa ai colloqui tradizionali, accusati di favorire gli studenti della middle-class e che provengono dagli istituti privati.

Ma come funzionano le MMI? Cinque minuti con diversi esaminatori, proprio come nello speed-dating, per rispondere a mini-interviste, risolvere problemi e prendere parte a giochi di ruolo. Una tecnica che premia più l’empatia che l’eloquenza, ad esempio, e che aiuta così gli studenti provenienti dalle famiglie più povere e dalle scuole statali che, solitamente, non vengono indottrinati a rispondere correttamente alle classiche interviste universitarie.

Quali sono i tipi di problemi da risolvere? Si va dall’avere 5 minuti per spiegare al proprio vicino di casa che si è appena investito il suo gatto al dover decidere chi salvare da un attacco nucleare fra un gruppo di persone, fino a spiegare a voce (senza farlo con le mani) come fare l’asola ai lacci delle scarpe. La tecnica è tanto più valida, perché non c’è un unico esaminatore, ma diversi e ciascuno di essi testa il candidato indipendentemente dagli altri, senza sapere come sia andata l’intervista precedente. Un metodo che assicura un’imparzialità maggiore rispetto alle interviste tradizionali.

Tra le università che hanno adottato le nuove interviste in stile speed-dating ci sono quelle di Medicina come la St George’s Medical School di Londra, la Dundee University Medical School, la Queen’s University di Belfast, oltre alla Cardiff University School of Dentistry e al Royal Veterinary College di Londra.

In Italia, invece, per ora i test continueranno ad essere tradizionali con domande di tipo nozionistico specifiche e di cultura generale. Questo nonostante numerosi appelli, tra cui quello lanciato al premier Mario Monti e al ministro Francesco Profumo da Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, in seguito agli ultimi test di ammissione a Medicina. Studenti, genitori e associazioni dei consumatori considerano il numero chiuso incostituzionale e lesivo del diritto allo studio e premono per un libero accesso all’università.