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Secondo l’Unione degli universitari (UDU) sarebbe sul punto di essere approvato dal governo uscente un decreto che prevede criteri più restrittivi per l’assegnazione delle borse di studio. Stando alle previsioni del sindacato studentesco, il provvedimento avrà lo stesso effetto di nuovi tagli. Dal canto suo, il ministro Profumo ha prontamente smentito la riduzione delle risorse, parlando solo di una loro redistribuzione.

Il decreto, già previsto dalla riforma Gelmini, dovrebbe contenere una serie di nuovi vincoli e un inasprimento di quelli attualmente imposti per l’assegnazione delle borse di studio che, secondo le stime dell’UDU, farebbero diminuire il numero degli aventi diritto del 45 per cento. Dopo anni di tagli, dunque, arriverebbe un nuovo provvedimento a far calare ulteriormente il numero dei borsisti, già esiguo rispetto a quello della maggior parte dei Paesi europei.

 

Oltreconfine, infatti, la situazione è molto più rosea: “In Francia gli studenti borsisti sono più di 560mila, in Germania più di 550mila e in Spagna più di 235mila. In Italia i tagli scellerati degli ultimi anni ci hanno portato da circa 150mila a circa 130mila borsisti, che saranno tagliati ancora di più a causa dei nuovi criteri”, spiega Michele Orezzi, portavoce dell’UDU. Nel nostro Paese il fondo per le borse di studio ammonta ad appena 332 milioni di euro, contro i quasi 2 miliardi di Francia e Germania, ed è calato costantemente a causa dei pesanti tagli che si sono abbattuti sull’intero sistema universitario.

I cambiamenti contenuti nello schema di decreto che domani sarà esaminato dal Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) e il prossimo 7 febbraio dalla Conferenza Stato-Regioni interessano principalmente l’abbassamento delle soglie ISEE, con redditi massimi differenziati a seconda della regione, e l’introduzione di un limite di età per l’ottenimento della borsa di studio. In particolare, per poter beneficiare del sostegno economico non sarebbe più sufficiente avere un reddito inferiore ai  20.124,71 euro.

In Lombardia il nuovo limite resterebbe pressoché uguale al precedente (20mila euro), ma scenderebbe a 17.150 nel Lazio e ad appena 14.300 in Sicilia e Campania. Inoltre, sarebbero esclusi dall’assegnazione delle borse quanti abbiano più di 25 anni (per corsi di laurea triennale) o più di 32 (per corsi di laurea magistrale o a ciclo unico). Ma non basta: aumenterà anche il numero minimo di crediti da conseguire per mantenere il beneficio e saranno abbassati gli importi delle borse concesse a pendolari e residenti, mentre cresceranno per i fuori sede.

Il ministro Profumo ha risposto all’UDU respingendo al mittente le accuse di voler operare nuovi tagli ai finanziamenti destinati alle borse di studio. Profumo ha negato che il decreto abbia per oggetto “l’entità delle risorse che, comunque, crescerebbero un po’, soprattutto per i fuori sede”, asserendo che si tratta di un’iniziativa volta a valorizzare la meritocrazia, cosa che “dovrebbe far piacere – spiega il ministro – agli studenti svantaggiati ma talentuosi”, e a modernizzare un sistema ritenuto troppo vecchio, articolando i criteri economici su base geografica per tenere conto di “caratteristiche territoriali importanti”.