udu chiede a governo di restituire 240 mln di tasse universitarie

L’Unione degli universitari (UDU) non si ferma. E dopo la vittoria ottenuta al Tar di Milano per le tasse troppo alte imposte dall’Università di Pavia fa i conti in tasca a tutti gli atenei italiani. I risultati? Sono attualmente 11 le università statali (1 su 5) che hanno aumentato l’ammontare dei contributi richiesti agli studenti oltre i limiti imposti dalla legge, per un totale di 37 milioni di euro in più versati dagli iscritti. Ma nel 2012 erano 35 gli atenei fuorilegge, per un ammontare complessivo di oltre 239 milioni di euro non dovuti pagati dagli studenti. Una cifra che ora l’UDU chiede al governo e al ministro Carrozza di restituire.

L’UDU, che ha passato in rassegna i libri contabili degli atenei pubblici del Paese, denuncia lo sforamento da parte delle università della soglia stabilita dalla legge entro la quale deve mantenersi il totale delle tasse pagate dagli studenti iscritti. Fino all’estate del 2012, era stabilito che non si potesse superare il 20 per cento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), stanziato dallo Stato, e gran parte delle università risultava al di là del limite. Poi intervenne l’allora ministro Francesco Profumo, a togliere dal computo le tasse pagate dagli studenti fuori corso e ad ampliare la base di calcolo: non solo Ffo, ma tutti i finanziamenti pubblici ricevuti. Con una normativa che l’UDU non esita a definire un vero e proprio raggiro alla legge.

Tuttavia, nonostante questa modifica, non tutte le università avrebbero rispettato quella fatidica soglia del 20 per cento, un parametro “vincolante, perché tutela il diritto allo studio e il carattere pubblico e universale dell’università”. Le più esose? L’Università Statale di Bergamo, la Ca’ Foscari di Venezia e la Bicocca di Milano. Ma tra le 11 sotto accusa compaiono anche l’Università di Urbino, quella di Verona, quella di Modena e Reggio Emilia e il Politecnico di Milano.

L’UDU giudica i dati sulle tasse universitarie nei nostri atenei molto gravi, perché “l’istruzione pubblica non solo deve essere accessibile a tutti, libera, laica e democratica, ma deve anche rispettare il dettato costituzionale che, nell’articolo 34, è chiarissimo: i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Ed è per questo che chiede al governo di “assumersi le proprie responsabilità e tutelare gli studenti” e al ministro Carrozza “di attivarsi immediatamente per la restituzione dei soldi chiesti indebitamente”.

Dal governo l’UDU vorrebbe la restituzione non solo dei quasi 40 milioni incassati dalle università che attualmente risultano ancora fuorilegge, ma di tutti i circa 240 milioni di euro di tasse pagati in più dagli studenti. Infine, per evitare che si ripetano queste situazioni, l’Unione degli universitari chiede anche l’attivazione di “un meccanismo reale di tutela del diritto allo studio, con un sistema che garantisca uniformità su tutto il territorio nazionale e proporzionalità alle condizioni economiche”.