studenti ankara

Partito dall’Università tecnica del Medio Oriente (Odtu), un gruppo formato da circa 500 studenti provenienti anche dalle altre due università della Turchia, è stato duramente fermato ad Ankara dall’azione della polizia, che è intervenuta con fumogeni, getti di idrante e colpi di arma sparati in aria.

Il corteo di protestaera diretto verso la sede del Partito Islamico moderato per la Giustizia e lo sviluppo al governo, con l’obiettivo, secondo i media locali, di una irruzione. Questo però non si è verificato, nel corso della manifestazione si sono tenuti infatti duri scontri tra gli studenti e la polizia.

Una violenza scaturita soprattutto dalla tensione che le ultime proteste dello scorso 4 dicembre hanno alimentato, quando la polizia intervenne in modo cruento, con cariche e manganellate, con il risultato di alcuni feriti e il caso di una ragazza incinta che ha perso il bambino a causa dei pestaggi.

A scaldare i cortei ci sarebbe, oltre alla condotta repressiva del governo osteggiata da Erdogan, che ha condiviso l’azione delle forze di polizia, anche la questione linguistica, che vede gli studenti opporsi alla richiesta della comunità curda riguardo l’integrazione dell’idioma all’interno dell’insegnamento universitario. Inoltre, le proteste attuate nel 2008 contro Erdogan, primo ministro della Repubblica Turca, rappresentano un precedente importante nella memoria degli studenti, in quanto 18 di loro furono condannati a 15 mesi di prigione per aver protestato.