Notte dei ricercatori a Trieste 2011

Un grande laboratorio a cielo aperto: Piazza dell’Unità a Trieste si è trasformata in un salotto della scienza ieri, sin dal mattino, per la Notte europea dei ricercatori. L’energia è stato fil rouge della giornata, intitolata Star – Science in Trieste And Researchers. Il capoluogo giuliano è stato infatti una delle tantissime città in Italia ad ospitare l’evento, tra incontri, laboratori e giochi che hanno invaso una delle piazze più belle d’Europa facendone una vetrina per l’università ma anche per i tanti enti di ricerca che ruotano intorno a Trieste e che per una giornata si sono materializzati tra la gente.

Sincrotrone, Ogs, Sissa, Ictp, Mib, Area, Oats, Inaf, Immaginario Scientifico ma anche il conservatorio Tartini che ha scandito il pomeriggio con l’energia della musica. Ottimo il riscontro soprattutto dall’utenza scolastica che ha potuto vedere con i propri occhi le trasformazioni dell’energia, elementi di biologia e di chimica e leggi della fisica, materializzati in oggetti di uso comune o in piccoli futuristici robot. Ma non sono mancati incontri dedicati agli adulti, uscite in barca a cura dell’Ogs, Istituto di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, interventi di “street science” attraverso i quali i ricercatori hanno potuto spiegare il loro oggetto di studio.

Trieste, il gioco del ricercatore erranteMa non è mancato nemmeno il “lato B” della ricerca, perché se tante sono le luci che illuminano il mondo scientifico sarà meglio non dimenticarsi delle ombre.

A evidenziarle è stato il collettivo dei Ricercatori Erranti che a margine della manifestazione ufficiale ha coinvolto i passanti in una sorta di gioco dell’oca del ricercatore: ad ogni tiro di dado fioccano gli imprevisti legati alla disponibilità di fondi, alla precarietà dei contratti, ma anche ai dati sperimentali da buttare oppure ad un prezioso macchinario fuori uso. Fermo un turno o riparti dal via, e solo i più fortunati arrivano all’ultima casella: “Vinci un posto di ricercatore di ruolo”. Tanto raro che ormai non esiste più.

In serata invece i Ricercatori Erranti hanno portato in città, nell’ambito degli incontri di street science, anche la voce di quei colleghi che hanno lavorato nel capoluogo giuliano negli ultimi anni, ma ora sono di stanza a Plymouth, a Boston o ad Ankara. E non vogliono tornare più.

Ma Trieste non è stata l’unica città del Friuli Venezia Giulia ad ospitare l’evento europeo: anche Udine, Gorizia e Nova Gorica hanno proposto un programma congiunto e transfrontaliero dal titolo “Let’s play science ville”. A Udine la manifestazione si è aperta alle 17 con un confronto tra grandi nomi: “H&H: vite stellari”, un ring scientifico tra Margherita Hack e Furio Honsell.

Tre le tematiche al centro della serata in altrettante piazze della città friulana: scienza e alimentazione, scienza e realtà virtuali, scienza del corpo umano. A Gorizia invece, in piazza Vittoria e in quella della Transalpina (solcata dalla linea del confine tra Italia e Slovenia) comunicazione, scienza del vino e ambiente.