Università di Torino

Accogliendo il ricorso di alcuni candidati al concorso per ricercatore del 3 dicembre 2008 presso l’Università di Torino, il Tribunale amministrativo regionale ha annullato la prova che assegnava un posto presso la facoltà di Fisica matematica. Vincitrice di quella prova risultò infatti una collaboratrice del presidente della commissione esaminatrice, peraltro – rileva il Tar – “in possesso di titoli decisamente inferiori” a quelli degli altri candidati.

I legali che hanno presentato il ricorso al Tar a nome dei candidati esclusi, gli avvocati Marco Faggiani e Mariacristina Sapone, hanno sostenuto davanti al giudice amministrativo che in materia di dottorati e attività di ricerca la candidata risultata vincitrice aveva requisiti meno validi dei concorrenti. Il Tar ha accolto la tesi dei ricorrenti ribadendo che applicando alla lettera i criteri previsti per la selezione si sarebbe giunti a una graduatoria “marcatamente diversa” da quella uscita dalla selezione.

L’annullamento del concorso da parte del Tar non provoca cambiamenti rispetto al posto di ricercatore da coprire con il concorso del 2008. La polemica sulla candidata allieva del presidente di commissione, infatti, aveva portato quest’ultima a rinunciare al posto assegnatole pochi giorni dopo la selezione. A seguito di quell’episodio l’università non ha più attivato la procedura per la nomina di un nuovo vincitore.

La notizia infatti aveva suscitato l’indignazione di ricercatori e docenti dell’ateneo torinese che in una nota resero pubbliche le loro critiche alle modalità di gestione e svolgimento della prova e ai criteri con cui fu costruita la graduatoria finale. Anche Sergio Benenti, professore ordinario di Fisica matematica, scrisse una lettera al presidente della commissione in cui si faceva interprete del disagio di colleghi e ricercatori del capoluogo piemontese, ma anche dell’ambiente matematico di altre università del Nord.